Presto torneranno le rondini sotto il porticoPer questa Pasqua fra i vari auguri arrivati vorrei soffermarmi su tre.
Un’amica mi augura “che il rientro ti sia ‘lieve’!”
Un’altra scrive: “A voi tutti auguro di riposare, di prendervi cura di voi stessi, Pasqua è un momento di passaggio, gli alberi mettono su le gemme, i prati son pieni di narcisi in fiore. Ho intravisto qualche rondine. Personalmente attenderò alle cure del giardino, aiutando Primavera a vestirsi di fiori e di colori inconsueti. Buona Pasqua di pensieri, fatevi alberi e lasciatevi attraversare dalla energie in risalita del periodo… Resurrezione è anche per questo.”
Infine chi mi conosce bene e mi vuole bene, dopo avermi dato della “drogata” (da computer), mi ricorda: “Hai la fortuna nella tua vita di poter fare ciò che più ti piace e ti appassiona, apprezza tale privilegio e non permettere che venga rovinato da stress che spesso ci auto creiamo e che potremmo evitare… Abiti in un posto meraviglioso, cerca di viverlo al meglio. Non aspettare di partire per qualche meta lontana per poter rilassarti e per ammirare ciò che ti circonda”.
Credo ci sia molta saggezza in tutti questi auguri, cercherò di farli miei. Tanti investimenti di tempo, passione, energie e anche intelligenza non meritano, perché ovunque dilaga opportunismo, interesse, calcolo e non ultima gratuita cattiveria. Anche negli ambienti dove si fa o si dovrebbe fare cultura e solidarietà.  Nessun brusco cambiamento di rotta, voglio continuare a fare ciò che faccio con passione, solo cercherò di scegliere gli impegni con più saggezza e un pizzico in più di egoismo. Altrimenti meglio davvero godersi la bellezza della natura che mi circonda. Almeno finchè non ci faranno l’autostrada.
Anna

4 Comments

  • Laura scrive:

    Ho letto gli auguri sul tuo blog e mi sono tenuta la frase come memento su come godermi quello che ho senza permettere che gli stress creati dagli altri mi affliggano. Anche se non è l’inizio d’anno lo siglo come proposito da subito.

  • Antonella scrive:

    Anch’io ho a lungo coltivato l’ambizione di sentirmi un albero e di stare immobile sotto la pioggia a godermela tutta senza aprire l’ombrello, e senza essere guardata da folle – come quando una volta, a Varese, l’ho fatto per davvero. E questa Pasqua me lo avrebbe consentito, ma ho dovuto pensare alla polmonite sempre in agguato!
    Quanto alla leggerezza, ho due diverse teorie:
    – la leggerezza come capacità di volare: come una rondine, o un gabbiano chiamato Jonathan. Fonte di gioia, di libertà. Di cuore puro, più leggero della piuma che il dio Anubi metteva sul piatto della bilancia che poteva spalancare la via per Osiride (il paradiso) o per l’inferno. O l’Arcangelo Michele, secondo l’iconografia cristiana, dato che oggi è appunto il lunedì dell’Angelo; e questa leggerezza, cara Anna, credo ti appartenga da sempre.
    – la leggerezza come insostenibile fragilità (come ben scrisse Milan Kundera): è facile cadere, come Icaro, ebbri di questa libertà che falsa la prospettiva e la stima delle proprie capacità. Tuttavia, perché non tentare? Solo così possiamo fare progressi immensi e conquistarci spazi infiniti.
    Mediocrità, stupidità e bassezza (…) cercheranno sempre di appesantire. Inutilmente, così io credo.

  • A.M. scrive:

    … se fossi albero vorrei essere quercia…
    …se volassi vorrei essere rondine…

    Siamo tutti molto fragili, anche se in apparenza possiamo sembrare delle querce. E cercare di volare alto nonostante tutto, nonostante mediocrità, stupidità e bassezza, non è facile, è un continuo esercizio di volo.

  • Patrizia scrive:

    Io non ho ricevuto questi delicati e sapienti auguri..purtroppo, ma penso che se c’è gente che li manda, c’è pure gente che sa accoglierli e forse li merita……

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