Giuseppe Culicchia, My Little China Girl – EDT – Collana Alla Carta, 2015

Racconto semiserio di un viaggio fra Pechino e la Grande Muraglia con un occhio particolare ai costumi alimentari

Uno scrittore, incaricato dall’editore di scrivere un reportage sulla Cina, si aggira curioso su percorsi turistici alla ricerca “dell’autentico”, tentando di andare oltre gli inevitabili stereotipi sui cinesi. L’autore vorrebbe saperne di più di cosa pensa la gente di Mao (Mao?), dei fatti di Piazza Tienanmen (quali “fatti”?), del Ristorante del Partito Comunista Cinese (quale ristorante?), ma le cortesi e rigidamente programmate guide ufficiali di cui è in ostaggio sono un muro impenetrabile. Alla fine rimane il mistero di miliardi di cinesi imperturbabili e sorridenti (pur senza sorridere), di una città in cui ci si sente stranieri e di un Paese imperscrutabile e per noi difficile da interpretare, nonostante la globalizzazione e la sistematica distruzione del vecchio per far posto centri commerciali e grattacieli sul modello occidentale.

Anna

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