La guida è un semplice strumento, dovrebbe fornire una chiave per aprire la porta. Deve essere un buon compagno di viaggio, stimolante, divertente, interessante e su cui poter sempre contare.
Negli anni settanta, a vent’anni, si partiva senza guide e senza cartine, con pochi soldi in tasca, in autostop o su vecchie R4, armati di zaino e sacco a pelo, senza sapere esattamente dove si era diretti e quando si tornava… Oggi potremmo seguire l’ironico invito di Tony Wheeler: “Get ready, get packed, get lost!”: mettiamo la guida in borsa, affidandoci poi all’istinto e abbandonandoci alle suggestioni dei luoghi e degl’incontri. In fondo, anche Cristoforo Colombo era uno che si era perso…

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