I Carnets de Voyage

agosto 15, 2007 / by / Category : Le mie Letture

Articolo pubblicato su La Compagnia dei Viaggiatori n.1 luglio-agosto 2007

Per l’intervista a Maya di Giulio, carnettista, clicca qui

Carnet di Maya di Giulio

Per iniziare nulla di più adatto dei Carnets de Voyage, taccuini impreziositi da schizzi e dipinti ad acquerello. Un genere che affonda le proprie radici nella tradizione illuministica e romantica, ma che ha trovato nuovi e appassionati cultori fra quei moderni viaggiatori desiderosi di assaporare in profondità lo spirito dei luoghi e capaci di prendersi tempo per osservare, ascoltare, parlare e riflettere. Se il viaggio vero è la sintesi armonica tra vita attiva e vita contemplativa, i carnet possono allora rappresentarne l’essenza più profonda.
Il Carnet de Voyage, nato come diario di viaggio o sketch-book ad uso personale di viaggiatori e artisti a partire dal XVII secolo, fu utilizzato da pittori illustri come Toulouse Lautrec, Matisse, Van Gogh e Gauguin, da scrittori come Goethe, ma anche da scienziati illuministi o più recentemente da architetti come Le Corbusier e da naturalisti come Fulco Pratesi. Inevitabilmente risentì dell’avvento della fotografia, ma al posto di scomparire, si affermò come genere a sé, soprattutto nei paesi anglosassoni e in Francia.
Si tratta di note diaristiche arricchite da disegni, schizzi e collage dei più svariati elementi: un lavoro d’artigiano che assembla frammenti diversi, mescolando generi e tecniche, per raccontare il proprio viaggio, vicino o lontano non importa. Ne nascono dei pezzi unici, merce rara in un mondo in cui tutto è riprodotto o riproducibile in serie. Talvolta l’autore coglie con pochi tratti di penna gli elementi salienti di un luogo, altre volte il suo sguardo assomiglia a quello di un viandante del passato che racconta nel dettaglio gli scorci caratteristici e i costumi tradizionali attraverso una pittura ad acquerello dal sapore antico. La calligrafia diviene essa stessa ornamento, riempie gli spazi vuoti lasciati dal disegno, completandone e arricchendone il senso. Note e dipinti sono poi impreziositi da collage con biglietti d’ingresso, scontrini, timbri, francobolli, monete, frammenti di manoscritti, piume d’uccello e colorati pezzi di stoffa.
Ogni autore ha il suo stile personale, ma in genere il lavoro è preparato prima della partenza attraverso letture e approfondimenti, svolto sul posto nella sua parte più consistente e terminato al rientro.
L’attrezzatura è semplice: taccuini, carta, penna, colori -pastelli o acquerelli- e una macchina fotografica per fermare momenti particolari. Non deve mancare il dono di una sensibilità artistica da coltivare e affinare, ma, come per la scrittura, servono soprattutto tempo e pazienza per restituire con grazia l’immagine del mondo.
Dunque un viaggiatore-artista attento alla natura e alla gente, curioso delle diversità culturali, desideroso di immergersi nella realtà locale e di soffermarsi sui dettagli, evitando gli stereotipi del turismo di massa e riducendo così l’inevitabile distanza esistente tra viaggiatore e nativo. Infatti, se la macchina fotografica spesso ci restituisce immagini di volti senza nome e di gesti senza storia, un ritratto dipinto può essere solo il frutto di un incontro riuscito, in cui il soggetto acquista davvero importanza, senza trasformarsi nel semplice oggetto di un’istantanea.
Abituati alle fotografie, che privilegiano la sola memoria visiva, o ai racconti, fatti di parole sempre filtrate dalla mente, i carnets de voyage ci fanno riscoprire attraverso i loro spunti molteplici altre forme di percezione, sensazioni tattili e finanche profumi. La loro è una “letteratura disegnata” che, unendo la riflessione della scrittura all’immediatezza dell’immagine, nei suoi esiti più riusciti è capace di evocare la magia dei luoghi e di ricreare le emozioni del viaggio.

A.M.

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Carnets de Voyage pubblicati in Italia:
Beb–Deum, PK12. Viaggi nella Repubblica Centrafricana, FBE 2005, € 15.00
Pierre Polomé, Virgine Brouquet, Istanbul. Viaggio attraverso la Sublime Porta, FBE 2005, € 15.00
Pierre Polomé, Virgine Brouquet, Bollywood.Viaggio alla scoperta del cinema indiano, FBE 2006 € 15.00
Christophe Verdier, Antartide. Un’estate al Polo Sud EDT 2006, € 25.00
Stefano Faravelli, Cina. Carnet di viaggio, EDT 2005, € 35.00
Stefano Faravelli, Mali. Carnet di viaggio, EDT 2005, € 35.00
Le Corbusier, Les voyages d’Allemagne-Voyage d’Orient. Carnets, Ediz. it. e fr., Electa Mondadori € 51.00
Denis Clavreul, Magie d’Africa, White Star, €195
 

1 Comment

  • Pepe scrive:

    Ottimo l’elenco di carnets pubblicati, ma è impossibile che non ce ne siano altri: sono tutto pubblicati dopo il 2005! Ricordo distintamente un carnet di un autore francese famoso, forse Gide, carnet di viaggio in Africa, che purtroppo non ho comprato. Risale ad almeno 15 anni fa… qualcuno mi saprebbe dire?

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