Pubblicato su il reporter

Quattro giorni di incontri, dibattiti, videointerviste, interventi musicali, recite, film e mostre per raccontare il mondo mescolando geografia, filosofia, storia, archeologia, musica, cinema, teatro e naturalmente letteratura. E’ stato il lungo fine settimana della terza edizione del “Festival della Letteratura di Viaggio” che si è chiuso domenica a Roma, organizzato dalla Società Geografica Italiana e da Federculture nelle tre sedi dei giardini di Villa Celimontana, del Tempio di Adriano e del Palazzo delle Esposizioni.

Quest’anno per la prima volta il festival aveva anche un titolo: “Verso Oriente, il Levante”. Un filo rosso che ha attraversato parole e immagini dando una direzione ai tanti interventi e alle tante proposte e permettendo ai viaggiatori in ascolto di riportarsi a casa pezzi di mondo e percorsi di senso. Frammenti, o forse meglio distillati d’esperienza, che ognuno cercherà di ricomporre in un percorso personale, proprio come avviene in viaggio quando è vero viaggio, e cioè ricerca di senso o meglio di “sensi”. Mi tornano alla mente le parole di Umberto Galimberti, scrittore e filosofo intervenuto proprio su “i sensi dell’andare”: “Noi oggi più che viaggiatori siamo viandanti che camminano senza una mappa in un’epoca priva di certezze e di verità assolute. E come i viandanti dovremmo essere aperti al dubbio e al diverso”. Oriente è il Levante, il sorgere del sole, la luce. Dalla stessa etimologia viene la parola “orientarsi” e forse proprio camminando verso Oriente possiamo ritrovare una direzione nel nostro spaesamento. Quel filo rosso che ha legato i diversi interventi ci ha portato dalla grande Venezia dei tempi della Serenissima attraverso il Mediterraneo, che più di ogni altro mare è da sempre spazio di scambio e mescolanza, per far poi sosta in Turchia e a Istanbul, dove Oriente e Occidente si incontrano. Il viaggio è poi continuato verso Alessandria d’Egitto, che nella sua biblioteca custodiva quell’immenso patrimonio culturale che sta alle radici delle due culture, e poi ancora nelle terre della Bibbia e fra le rovine delle antiche città della Siria, con divagazioni in orienti vicini e lontani. Per chi non c’era, e anche per chi c’era, consiglio il FestBook, il libro-catalogo del Festival della Letteratura di Viaggio, pubblicato da Exorma Edizioni, con testi di interviste, racconti e magnifiche illustrazioni. E se siete di passaggio per Roma a ottobre non perdetevi al Palazzo delle Esposizioni la mostra “Grande Venezia, Terre e genti, fino a Istanbul”, aperta fino al 24, che accosta fotografie attuali ad antiche mappe, la realtà di oggi a quel mondo dai confini incerti che navigatori e commercianti andavano scoprendo nei secoli passati.

Anna

 

1 Comment

  • Antonella scrive:

    mi è piaciuto il riferimento al cammino verso oriente per ritrovare la direzione

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