IL GRILLO – OGGI

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Il “Grillo” è la mia casa. Fin da bambina ho trascorso qui tutte le mie estati, nel vecchio Roccolo, la casetta del nonno poco distante dalla cascina, andando al pozzo a prendere l’acqua e crescendo libera fra prati e boschi. Sembra passato un secolo, vivere senza acqua potabile e senza telefono… 

Poi una quindicina di anni fa ho deciso di trasferirmi dalla casa di Cantù e così  ho ristrutturato l’appartamento nella vecchia cascina, dove vivo.  E’ stato l’inizio di tanti lavori di recupero dello stabile, proseguendo con mio fratello Silvio, la strada tracciata da mio padre e mia madre. Un lavoro lungo e che facciamo passo a passo, ma se andate sul sito del Grillo nella Galleria Fotografica “Il Grillo ieri e oggi” si può vedere quanto è cambiato in questi quindici anni, senza però alterare il sapore dell’antico cascinale lombardo.

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Il Grillo è oggi un complesso polivalente, con un’ala residenziale, un ristorante, un Centro Ippico, un Circolo Tennis e una clubhouse per i soci. Si trova in un’oasi di pace fra prati e boschi, sulle colline che circondano lo splendido Parco Naturale del Lago di Montorfano, uno dei piccoli e incantevoli laghi della Brianza  alla base del Triangolo Lariano. Sullo sfondo la cornice delle Prealpi racchiude un paesaggio che ha ispirato poeti, scrittori e pittori e che è ancora capace di offrire un felice e raro connubio tra ambiente, storia e cultura. Un luogo magico a 20′ da Como e a un’ora da Milano.  Che altro aggiungere… passate a trovarmi! Andate sul sito del Grillo alla pagina “Come raggiungerci” per le indicazioni sulla strada migliore.

IL GRILLO – IERI

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Già documenti del 1400 segnalano l’esistenza nel nucleo di Inchigollo, allora chiamato Chegolo o Cogolo, di una cascina con corte, aia e prati coltivati. L’area, divisa in piccoli appezzamenti affidati a mezzadri, fu acquistata dopo la prima guerra mondiale da Rinaldo Maspero di ritorno dal Perù, dove era emigrato giovanissimo alla ricerca di fortuna. Il resto è storia recente e ancora viva nella memoria di diversi abitanti dei paesi vicini, che ad Inchigollo sono nati, figli delle tante famiglie di contadini che lì vivevano, facendo fieno per le vacche, coltivando patate, viti e frumento e allevando bachi da seta. In cascina c’erano due pozzi, tuttora esistenti, e un lavatoio in pietra con una sorgiva nel mezzo di un prato. I carri erano trainati da cavalli e l’ultimo, un bigio di nome Gris, trascorse la sua vecchiaia da tranquillo pensionato, sostituito dai primi mezzi meccanici. Con gli anni sessanta mio padre, continuando l’impegno del nonno, invece di seguire la strada della lottizzazione, decise di dare alla cascina un’impronta sportiva pur senza rinunciare alla vocazione agricola della struttura. Costruì i primi campi da tennis della zona e, seguendo la sua grande passione per i cavalli, costituì il nucleo di quella che diventerà una delle più affermate scuole di equitazione a livello nazionale. La terza e ormai anche la quarta generazione dei Maspero con la giovanissima Elisa, continuano lungo la medesima strada, senza rinunciare alla vocazione agricola e nel contempo valorizzando l’aspetto sportivo e residenziale di una delle poche cascine rimaste vive e fruibili, sempre attenti alla salvaguardia delle antiche strutture e della natura circostante.

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