Maldindia

luglio 3, 2016 / by / Category : Le mie Letture

Pierpaolo Di Nardo, Maldindia.Perché non puoi più farne a meno, Editore Polaris 2016, 13,00 €

“Maldindia. Perché non puoi più farne a meno”: è il titolo del racconto di viaggio di Pierpaolo Di Nardo edito da Polaris. Parafrasando il titolo potremmo dire: Maldindia. Perché non puoi non leggerlo“. Perché sì, l’India può fare ammalare, può creare dipendenza proprio come una droga: una fascinazione e un bisogno che non ti lascia neppure quanto rientri dal tuo viaggio laggiù… e allora il libro di Di Nardo diventa un’ottima terapia contro il “Maldindia”.

L’India è un Paese da cui è difficile tornare indietro, perché “vi sono cento porte per entrarci, ma nemmeno una per uscirne”. L’autore la frequenta da vent’anni e se la porta addosso e dentro. In Maldindia, nato come spettacolo e poi diventato libro, ci racconta questo suo amore. Proprio come sul palco, pagina dopo pagina ricompone frammenti e ricordi, accosta luoghi e viaggi diversi mettendo sulla stessa linea testa, occhi e cuore per restituirci l’emozione, il legame, l’odore, la voce dell’India. Impossibile racchiudere in poche pagine un paese così complesso, contraddittorio e diverso, ma questo libro crea un ponte fra noi e l’India, proprio come un viaggio in Oriente è sempre capace di creare un ponte con noi stessi, di farci tornare cambiati, sempre se non temiamo il “contagio”.

Anna

“…Ma esiste un altro male, un male buono che ti prende e non ti lascia più: si chiama Maldindia”: mosaico di racconti per avvicinarsi al Subcontinente e provare a comprenderne le sue ricchezze, diversità e contrasti. Chiave di lettura per l’infinito universo indiano, dove moderno e antico si rincorrono per confondere il viaggiatore, ammaliarlo e catturarlo. Vi ritroverete a correre sui marciapiedi a due piani di Calcutta, inseguiti da un venditore di ombrelli rotti, tra elefanti fermi al semaforo nel cuore di Mumbai, cantando con Shiva nel tempio di Madurai, seduti in un vagone di terza classe sul Toy Train delle Nilgiri Hills, o urlando a squarciagola nella borsa del pepe di Cochin. Sempre alla scoperta di questa grande bellezza che è l’India.

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