Le rivolte inestirpabili
di Erri De Luca (testo) e Danilo De Marco (foto)
Forum edizioni 2010, €.14,50
Pubblicato su il reporter

Erri De Luca e Danilo De Marco. Loro due, figli di una generazione che ha imparato la geografia per vie politiche, quando punti remoti come il Vietnam o l’Angola diventavano centrali. Loro due, un napoletano e un friulano incontratisi nella Sarajevo ancora segnata dalla guerra fratricida. Loro due, nati nel nord del mondo e ormai non più giovani, ma che continuano a fare il tifo per il sud. Loro due incrociano in questo libro le parole dell’uno e le foto dell’altro, per raccontare in diciassette testi e in cento immagini la gente che vive e resiste nei luoghi più diversi del terzo e quarto mondo. Un mondo di vinti che vinti non sono perché hanno la speranza, quella profonda  che noi abbiamo perso, quella stessa speranza irrinunciabile e inestirpabile che ancora non molto tempo fa dava ai nostri emigranti la forza di partire.

Danilo De Marco, un fotografo che non è “inviato” da nessuno, che viaggia con il solo biglietto di andata, che si perde fra la gente, fa amicizia e riporta indietro foto che non sono immagini ma che sono già storie. Storie che nelle parole di De Luca diventano epopee.
Un libro in bianco e nero. Foto in bianco e nero che vengono da lontano e ti guardano dritto negli occhi. Parole nere incise sul foglio bianco che vengono da dentro, ti scavano le orecchie e ti entrano dritte in testa.
Un libro scritto quasi come risarcimento “dei gridi, mancati o strozzati o buttati fuori con forza ma da nessuno uditi”. Un libro che non parla di viaggio ma di periferie del mondo, “ammesso che questo nostro budellino tiepido di Occidente sia centro di qualcosa”.
Alla fine un intero capitolo è però dedicato proprio al viaggio, perché, scrive Erri De Luca, “è tempo di viaggiare”, anche se lui umilmente si definisce un “non viaggiatore” pur amando camminare la terra per abbracciarla con lo sguardo dall’alto delle montagne. Un libro che in realtà fa sentire noi lettori e appassionati di viaggio, dei non-fotografi e dei non-viaggiatori.
Anna

2 Comments

  • laura (Raya) scrive:

    Tutte le situazioni fondamentali della vita sono irrevocabili. Perchè l’uomo diventi uomo, deve superare quell’irrevocabilità in piena coscienza.Non può barare. Non può far finta di non vederla. L’uomo moderno bara. Cerca di aggirare tutti gli ostacoli e passare gratis dalla vita alla morte. (M.Kundera)

  • laura (Raya) scrive:

    La fotografia è un prodigioso sforzo della memoria. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quello che uno ha capito nella testa. Terzani

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