Pensieri in libertà

21 marzo: giornata mondiale contro il razzismo

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21/03/2014

 Arricchiamoci delle nostre reciproche differenze. (Paul Valèry )

( … ) Viviamo in una società sempre più multiculturale e meticcia. Questo è percepito come un valore e un arricchimento per alcuni aspetti della nostra vita, come è il caso di musica e cibo, dove si ha la possibilità di attingere a note e spezie diverse, di mescolare gli ingredienti in uno stile fusion, sposando tradizione e innovazione. Quando però si parla non di pietanze e canzoni, non di umanità o di Terzo Mondo in senso astratto, ma di gente in carne e ossa e soprattutto qui e ora, emergono i nostri meccanismi di difesa. Che si chiamano razzismo. Proprio come l’aforisma che Charles Schulz faceva dire all’ironico Linus: “Io amo l’umanità… È la gente che non sopporto”. ( …) Per un piccolo ma benefico cambiamento individuale c’è una ricetta piacevole: viaggiare. Trovarci qualche volta nella condizione di essere noi lo straniero e il diverso, è un ottimo antidoto alla xenofobia, che è il primo passo verso il razzismo. Viaggiando scopriamo dietro alle differenze, come dietro alle contaminazioni della globalizzazione, gli stessi valori profondi di una condizione umana comune al di là dello spazio, del tempo e delle appartenenze. Viaggiando possiamo diventare tramite fra culture diverse ( … )

Da IL MONDO NELLE MANI di Anna Maspero, “Una sola razza quella umana”

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ANNA MASPERO
Como, IT

A come Avventura, B come Bolivia , C come Colombia, M come Mondo… ma anche C come Casa e Cascina Chigollo… Potrebbe essere il titolo del racconto della mia vita di partenze e ritorni. Da mio nonno, soprannominato “Mericàn”, emigrato in Perù e poi ritornato fra le colline della sua Brianza, ho ereditato lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra. Perché di queste due cose sono fatta, un po’ nomade e un po’ stanziale. Andare e ritornare, proprio come le rondini che ancora nidificano sotto i tetti della fattoria del nonno dove vivo…. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini“, scriveva Paul Morand. Il viaggio è stato per me il primo amore. A quarant’anni ho dato le dimissioni dall’Istituto Sperimentale Linguistico dove insegnavo inglese, preferendo la vita a colori del mondo che è fuori, inseguendo nuove partenze e nuovi ritorni, ma sempre con la passione e la curiosità della prima volta.


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