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31/01/2015

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Cartolina da Cuba (sono da poco rientrata da un viaggio “on the road” lungo le stesse strade già percorse nel passato…)

“A Cuba”: così Danilo Manera, scrittore innamorato di Cuba, aveva con felice intuizione intitolato un suo libro sul Paese. Un titolo che, come moto a luogo e stato in luogo, è un invito al viaggio, ma che è anche un vocativo, una dedica appassionata all’Isla Grande.

E “a Cuba” bisogna andarci o tornarci, ora. La famosa frase: “Vai a Cuba prima che cambi” è ancora più vera oggi, dopo che è stata dichiarata la fine dell’embargo.

Cuba è un paese ricco di storia, letteratura, cultura, politica, musica, natura, umanità e con un fantastico patrimonio architettonico. Ma è un mondo fragile e precario, avvolto dal sottile fascino della decadenza. Quel passato altrove distrutto dal progresso, qui è sgretolato lentamente dal trascorrere del tempo, proprio come le rughe che si disegnano sui volti dei vecchi.

Cuba non rientra certo in quello che si è soliti chiamare “Terzo Mondo”, ma è un mondo altro, un’isola dove il tempo è sospeso, dove si vive come da noi negli anni ‘60 e come si viveva nell’era pre-internet, dove passato e presente coesistono e si mescolano come un cocktail che dà allegria e lascia una vena di malinconia.

Cuba sta cambiando. C’è un visibile brulicare di piccole iniziative a fronte di una lenta liberalizzazione dell’economia (casas particulares, paladares, compravendite di case e auto, utilizzo generalizzato di pesos convertibles, la moneta che era dei turisti…). Ancora poco il traffico, ancora in circolazione le vecchie auto americane e poi camion pieni di gente, trattori, carretti trainati da cavalli, ma anche i nuovi bus di fabbricazione cinese ad uso quasi esclusivo dei turisti, mentre i cubani aspettano un passaggio sventolando mazzette di pesos.

Cuba sì, Yankees sì. Ma nessuno vuole un paese stile Disneyland, nessun cubano e nessun viaggiatore innamorato dell’isola. Difficile immaginarne il futuro. Tutti sperano che la vita migliori per i cubani, ma anche che l’anima di Cuba resista, nonostante l’inevitabile e necessario cambiamento.

Anna

Guardate questo video GO CUBA trovato in internet…

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1 Comment
  1. Rispondi

    laura

    02/02/2015

    condivido tutte le tue osservazioni, Anna, Cuba resta dentro, lasciando una dolce nostalgia (molto ben fatto il video!)

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ANNA MASPERO
Como, IT

A come Avventura, B come Bolivia , C come Colombia, M come Mondo… ma anche C come Casa e Cascina Chigollo… Potrebbe essere il titolo del racconto della mia vita di partenze e ritorni. Da mio nonno, soprannominato “Mericàn”, emigrato in Perù e poi ritornato fra le colline della sua Brianza, ho ereditato lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra. Perché di queste due cose sono fatta, un po’ nomade e un po’ stanziale. Andare e ritornare, proprio come le rondini che ancora nidificano sotto i tetti della fattoria del nonno dove vivo…. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini“, scriveva Paul Morand. Il viaggio è stato per me il primo amore. A quarant’anni ho dato le dimissioni dall’Istituto Sperimentale Linguistico dove insegnavo inglese, preferendo la vita a colori del mondo che è fuori, inseguendo nuove partenze e nuovi ritorni, ma sempre con la passione e la curiosità della prima volta.


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