Cascina Chigollo-Il Grillo

Adalgisa la talpa

on
20/03/2013

Questa volta non parlo di viaggi, ma di CASA, anzi di giardino.
Oggi, primo giorno di primavera, ho arieggiato il terreno del prato e seminato. La giornata era bellissima, la luna è crescente, forse nei prossimi giorni pioverà. Insomma, presto dovrei avere un magnifico praticello. Non fosse per ADALGISA LA TALPA!! Ebbene sì, certo conoscete Enrico, la talpa delle strisce di Lupo Alberto… ecco, una sua parente si è stabilità nel mio giardino da diversi mesi.

Ho provato di tutto per sloggiarla: ho piantato l’aglio (pare non ne ami l’odore), ho messo delle micce fumogene, quindi una specie di vibratore a ultrasuoni (ehm, è in quel momento che ho deciso che è femmina, perché al posto di andarsene ha piazzato proprio lì intorno i suoi appartamenti). Alla fine ho deciso, bando all’ecologia, a mali estremi, estremi rimedi. Sono andata dal ferramenta e ho chiesto un tubo di gomma di tre metri di lunghezza e del diametro del tubo di scarico dell’auto. Lui mi ha guardato preoccupato, anche se non ravvisava in me l’espressione disperata dell’aspirante suicida, io per rassicurarlo gli ho detto che volevo “suicidare una talpa”, lui allora mi ha guardato davvero preoccupato, ma ha preferito non indagare ulteriormente. Così ho infilato il tubo da un lato nello scarico dell’auto, dall’altro nella tana di Adalgisa. Un’ora di fumigazioni (e visto il costo della benzina…), ma lei come nulla fosse, continua a scavare montagne e gallerie. E credo abbia messo su famiglia.
A questo punto è lotta senza quartiere. Confesso, ho anche acquistato delle trappole, mi sono quasi spaccata un dito per sistemarle. Tutto inutile. Sono arrugginite nel terreno.
Intorno ci sono prati e boschi, mi dite come faccio a convincere Adalgisa a traslocare???
Qualcuno mi ha suggerito di “aspirarla” con un mega-aspiratore(???) e poi deportarla a qualche chilometro di distanza. Ma dove trovo questo aggeggio??? … Consigli???
A.M.

Giardinaggio

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ANNA MASPERO
Como, IT

A come Avventura, B come Bolivia , C come Colombia, M come Mondo… ma anche C come Casa e Cascina Chigollo… Potrebbe essere il titolo del racconto della mia vita di partenze e ritorni. Da mio nonno, soprannominato “Mericàn”, emigrato in Perù e poi ritornato fra le colline della sua Brianza, ho ereditato lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra. Perché di queste due cose sono fatta, un po’ nomade e un po’ stanziale. Andare e ritornare, proprio come le rondini che ancora nidificano sotto i tetti della fattoria del nonno dove vivo…. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini“, scriveva Paul Morand. Il viaggio è stato per me il primo amore. A quarant’anni ho dato le dimissioni dall’Istituto Sperimentale Linguistico dove insegnavo inglese, preferendo la vita a colori del mondo che è fuori, inseguendo nuove partenze e nuovi ritorni, ma sempre con la passione e la curiosità della prima volta.


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