Le mie Letture

Angeli dentro Calcutta

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24/09/2012

Paola Pedrini, “Gli Angeli di Calcutta – Sguardi sulla città e sul volontariato” – Per le vie del mondo2012 Casa Editrice Polaris.

Paola Pedrini aveva già raccontato nel suo primo libro “La mia India, pensieri in viaggio” quel grande paese che le era entrato nel cuore. Questo suo secondo libro è ambientato sempre in India, ma non parla di un viaggio. E’ il diario della sua esperienza, e delle singole esperienze di altri volontari come lei, nei centri fondati a Calcutta da Madre Teresa e oggi gestiti dalle Missionarie della Carità. Lì ha conosciuto persone speciali che le hanno cambiato la vita: gli “Angeli di Calcutta”, le suore e i volontari provenienti da tutto il mondo con cui ha condiviso la scelta di prendersi cura dei più poveri fra i poveri, di chi è diventato un peso per la società e dalla società è rifiutato ed emarginato.

Un libro che è diario ma anche spunto di riflessioni e guida per chi come Paola è stanco dei soliti viaggi e sente la necessità di fermarsi e semplicemente dare, o forse di restituire qualcosa a chi è nato nella parte del mondo dove la vita diventa quotidiana lotta per la sopravvivenza. Racconta di “una città pesante, maleodorante e sporca… caotica, trafficata, inquinata, terribile e affascinante… una città che non conosce mezze misure, o ti uccide o ti unisce. Per sempre”. Racconta di un mondo sempre in bilico fra fascinazione e repulsione, dove la quotidianità è la povertà, il dolore, la malattia, la deformità, la morte stessa. Elementi tutti che noi abbiamo la tendenza a rimuovere, così che inevitabilmente certe descrizioni sono un violento pugno nello stomaco. D’altra parte in India – a Calcutta e nei centri di Madre Teresa in particolare – è impossibile mantenere la propria comfort zone: se non si è preparati si rischia il rigetto e molti sono i volontari che dopo pochi giorni non reggono il peso di tanta sofferenza.

L’autrice mantiene uno sguardo razionale senza nascondersi dietro alla fede. E’ consapevole che il volontariato è una forma di “sano egoismo” perché in fondo si aiutano gli altri soprattutto per salvare se stessi, per trovare un senso al proprio percorso esistenziale. Spesso è assalita dal dubbio, scrive: “mi sento inquieta, mi chiedo cosa faccio qua, mi chiedo se gli altri volontari provano quello che sto provando io. Mi chiedo cosa pensano queste donne che ogni giorno vedono arrivare facce nuove, giapponesi, spagnoli, americani e che poi da un giorno all’altro non li vedono più perché ritornano alla vita di tutti i giorni, nelle loro case, nel loro paese”. Non offre risposte ed evita di giudicare. Semplicemente c’è, è lì, e attraverso questo libro vuole condividere la propria esperienza con chi c’è stato o vorrà andarci. Ma forse una risposta l’ha trovata in una frase del film “La città della gioia” di Roland Joffé: “…io non sono fatta per amare una sola persona, il mio amore lo devo sparpagliare un po’ in giro...”

Anna Maspero

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ANNA MASPERO
Como, IT

A come Avventura, B come Bolivia , C come Colombia, M come Mondo… ma anche C come Casa e Cascina Chigollo… Potrebbe essere il titolo del racconto della mia vita di partenze e ritorni. Da mio nonno, soprannominato “Mericàn”, emigrato in Perù e poi ritornato fra le colline della sua Brianza, ho ereditato lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra. Perché di queste due cose sono fatta, un po’ nomade e un po’ stanziale. Andare e ritornare, proprio come le rondini che ancora nidificano sotto i tetti della fattoria del nonno dove vivo…. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini“, scriveva Paul Morand. Il viaggio è stato per me il primo amore. A quarant’anni ho dato le dimissioni dall’Istituto Sperimentale Linguistico dove insegnavo inglese, preferendo la vita a colori del mondo che è fuori, inseguendo nuove partenze e nuovi ritorni, ma sempre con la passione e la curiosità della prima volta.


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