Scritto da il 13/08/2008

   

Un’estate stanziale la mia. Doveva essere di lavoro con alcune ristrutturazioni da seguire (che faticosamente marciano), diverse migliaia di diapositive da riscansionare. Più varie ed eventuali. Oggi ho buttato nel cestino un mese esatto di lavoro (sì, ho proprio fatto click su …

rimuovere la cartella e tutto il suo contenuto … la cartella è troppo grande per il cestino… rimuovere definitivamente...” quasi piangevo, anzi a dirla tutta piangevo proprio). Poi ho reimballato lo scanner traditore (nuovo di pacca e non certo a buon mercato) per evitare la tentazione di riprovarci nell’attesa che riapra l’assistenza a settembre. Lo so, ho delle scadenze, ma quando la sfiga colpisce, ho capito (dopo un mese di lotta vana) che è inutile opporsi, meglio assecondare gli eventi.
Così oggi ho terminato un articolo sui blog per la Compagnia dei Viaggiatori. Beh, la mia estate non finisce qui… ci sono anche le bellissime nuotate nel lago di Montorfano fra anatroccole, rondini e qualche pantegana di passaggio. E i giri con la mia nuova MBK. Però ieri mi ha tradito pure lei… ma questa volta me ne assumo tutta la responsabilità: ho scoperto che i freni a disco sono un’altra cosa rispetto ai vecchi freni cigolanti a cuscinetto. Inchiodano. E tu voli e la bici ti vola sopra).
Ecco un quadretto realistico della mia estate stanziale ad uso di amici stupiti perché non sono ne in partenza ne in arrivo. Tra l’altro leggendo (beh sì, naturalmente un po’ di tempo per la lettura lo riesco sempre a trovare) la rivista illywords (vi potete abbonare gratuitamente e vi arriva per posta), ho trovato un interessante spunto di autoanalisi. Il numero, monografico, si intitola “Autoscatto” e il Signor Andrea Illy scrive: “L’esercizio dell’autoscatto aiuta a distillare quello che ha funzionato e funziona meglio, a identificare i propri punti di forza”  e, da donna, aggiungo di debolezza. Nel mio caso sempre e soprattutto tecnologica (e i freni a disco sono un ottimo esempio/metafora, bastava conoscerne prima il funzionamento senza doverlo sentire sulla propria pelle…).
In questo mese ho scansionato (e appunto “cestinato”) una trentina di viaggi. Migliaia di scatti, di fermo-immagine su tante avventure. Ce ne é assai di materiale per guardarsi dentro, per vedersi con gli occhi degli altri, per riconoscersi talvolta a stento in un atteggiamento o in un luogo di cui avevamo perso memoria o per rivivere le emozioni di tanti incontri e scoperte…
A proposito di autoscatto: in foto mi vedo più bella di quella che sono (ovvio visto che gli anni passano) ma anche di quella che ero. Suppongo che le foto in cui apparivo più in carne io le abbia saggiamente cestinate già ai tempi. E poi sono sempre stata fotogenica.
Che cosa ho fatto questa estate? Mi sono “persa a guardare” come scrive in un’intervista sempre sulla stessa rivista Mimmo Jodice: “Noi oggi siamo sempre più stravolti da un mondo che ci stritola. In fondo chi si ferma oggi ad osservare dove vanno nuvole? Perdersi a guardare è fondamentale“.
A.M.

 

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1 Comment
  1. Rispondi

    rodolfo covanti

    04/09/2008

    le foto che riguardano te le vedo sempre molto volentieri! Peccato che quelle pubblicate siano un po’ piccole. Un abbraccio
    Rodolfo

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ANNA MASPERO
Como, IT

Ho insegnato inglese, piantato alberi, letto molto e molto viaggiato. Non ho mai smesso di cercare e di pormi domande e sono certa che molte risposte stiano nel viaggio e nei libri. Ho scritto due libri sul viaggio: “A come Avventura, Saggi sull’arte del viaggiare” e “Il Mondo nelle Mani, Divagazioni sul viaggiare”, sono autrice della guida Bolivia e della guida Colombia, tutti editi da Polaris. Collaboro con diverse riviste fra cui LatitudesLife ed Erodoto108. Quando non sono in giro per il mondo, mi trovate nella mia fattoria in Brianza e naturalmente sempre sul mio blog.


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