Pensieri in libertà

Barca Nostra

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17/10/2019

A Venezia, parcheggiato all’Arsenale, c’è una barca azzurra blu e rossa con enormi squarci sui lati, “Barca Nostra”, un’installazione di Christoph Büchel per la Biennale. Nel bar di fronte la gente beve una birra e chiacchiera e molti, distratti dalle tantissime altre installazioni, probabilmente le passano accanto senza chiedersi di cosa si tratti. Io stavo cercando quel barcone, avevo visto le foto, ma dal vero la prima domanda è stata: “Come può essere tanto piccolo? Come potevano starci mille persone?” Ventitré metri di barca, cinque persone per ogni metro quadro, peggio delle navi negriere. Non so se trattare quella bara di ferro come una sorta di opera d’arte ed esporla alla Biennale sia una buona idea. Posso però dire che vedere quel barcone e guardare nella sua pancia attraverso gli squarci aperti sulle fiancate dai vigili del fuoco per estrarre i cadaveri mi ha sconvolto, anche se, come molti, sono anch’io colpevolmente assuefatta alla quotidiana conta dei morti in mare.

Anna

Intervista a Cristina Cattaneo, l’anatomopatologa che sta cercando di dare un nome agli oltre mille migranti annegati dentro la barca il 18 aprile 2015, autrice del libro “Naufraghi senza volto, Dare un nome alle vittime del Mediterraneo“, Raffaello Cortina Editore, 2018.

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ANNA MASPERO
Como, IT

A come Avventura, B come Bolivia , C come Colombia, M come Mondo… ma anche C come Casa e Cascina Chigollo… Potrebbe essere il titolo del racconto della mia vita di partenze e ritorni. Da mio nonno, soprannominato “Mericàn”, emigrato in Perù e poi ritornato fra le colline della sua Brianza, ho ereditato lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra. Perché di queste due cose sono fatta, un po’ nomade e un po’ stanziale. Andare e ritornare, proprio come le rondini che ancora nidificano sotto i tetti della fattoria del nonno dove vivo…. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini“, scriveva Paul Morand. Il viaggio è stato per me il primo amore. A quarant’anni ho dato le dimissioni dall’Istituto Sperimentale Linguistico dove insegnavo inglese, preferendo la vita a colori del mondo che è fuori, inseguendo nuove partenze e nuovi ritorni, ma sempre con la passione e la curiosità della prima volta.


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