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16/10/2008

Per quante proiezioni-presentazioni sono passata da quando è uscita la mia Guida Bolivia nel 2004 e poi A come Avventura? Con un rapido calcolo ho superato la soglia delle cento, fra incontri, festivals e interviste radio-TV... Il mio prossimo libro potrebbe davvero intitolarsi: “Storia di una sedicente autrice aspirante scrittrice in viaggio per l’Italia“. D’altra parte le statistiche di permanenza di un volume sullo scaffale di una libreria sono davvero impietose. Forse meno per le guide di viaggio, ma gli altri libri, anche non di attualità, devono nel giro di poche settimane lasciare il posto alle nuove uscite. Una specie di consumismo della cultura dove ciò che conta sembra essere solo novità e pubblicità. E’ per questo che ho deciso di mettermi in cammino e, attraverso il passaparola degli incontri (ma anche del blog), di far un po’ viaggiare i miei libri. Perché credo che, come ha scritto Anna Gallo, “I libri, quelli veri, non scadono come lo yogurt“.

Ironicamente ho definito il mio pellegrinaggio “do it myself book-tour”, perché per lo più mi arrangio da sola, dalla ricerca dei contatti, all’organizzazione tecnica, fino ovviamente alla serata vera e propria. Torno a notte o rimango ospite di amici su divani di fortuna. E i miei libri mi seguono, in fondo, per loro stessa natura, contenti di viaggiare. Mi muovo armata di casse acustiche, cavi, prese, mixer, microfoni, videoproiettore, PC … Qualche volta mi aspettano spazi perfettamente attrezzati e di grande fascino come la Chiesa di Santa Maria della Vittoria a Mantova, il Chiostro di Sant’Agostino a Crema o il Casino Sociale di Como e sontuosi buffet come nelle ultime due presentazioni di Ferrara e Mantova. Altre volte stanzette tristi con sedie scomode per il pubblico, nessuna infrastruttura, niente teli su cui proiettare ma muri tempestati di chiodi. Sono stata ospite di importanti festivals (da Latinoamericando a Scrittori in Città di Cuneo, Pordenonelegge, Fuorirotta di Udine, Go Slow di Venezia e la Scuola del Viaggio con i suoi giovani entusiasti), così come di bellissime librerie di viaggio (troppe per enumerarle qui) e di luoghi davvero speciali come la Casa di Cristallo della scrittrice Antonia Arslan. Ho proiettato in Angoli dell’Avventura, Caffè Letterari, biblioteche, scuole superiori e università della terza età, sono stata invitata da Club  come i Lions e da associazioni dai nomi strani tipo Grasch, La Curandera, Fagiani nel Mondo…

Un’amica tempo fa mi chiedeva come facessi a trovare la voglia e l’energia per sbattermi a destra e sinistra per organizzare presentazioni dei miei libri. In fondo siamo tutti alla ricerca di conferme, di relazioni anche temporanee, anche di una sola ora, ma che ci riassicurino che la strada che si sta percorrendo è quella giusta. La lunga esperienza di viaggio, la presentazione da ormai 12 anni di altri viaggiatori e autori, la disponibilità a promuovere i miei libri nei più diversi contesti mi hanno insegnato moltissimo. Ho fatto un bel pezzo di strada dalla prima presentazione a Cantù di qualche anno fa. Inevitabile guardarmi indietro e fare un bilancio. Non mancano i momenti di crisi, soprattutto quando, per questioni oggettive (pioggia, neve, sovrapporsi di diversi incontri) o anche soggettive (scarsa pubblicizzazione o la difficoltà a far capire l’argomento stesso della proiezione), mi ritrovo con un pubblico esiguo.

Ma sempre quando le luci si spengono avviene una piccola magia . Prima scorrono le immagini del breve estratto dal video de “Il Sole” per i bimbi etiopi vittime di abusi. Attraverso la diffusione di questo progetto di solidarietà, cui sono destinati i diritti d’autore del libro, cerco di restituire, anche se in minima parte, qualcosa di quanto i viaggi mi hanno permesso di vivere. Poi proietto il mio video “Cosa ci faccio io lì?” e incomincio a raccontare… Insieme si parte per un “viaggio intorno al viaggio” un po’ speciale, certo diverso dalle consuete serate di proiezioni. Quando le luci si riaccendono si è stabilito con i presenti un rapporto emozionale che mi apre un varco per parlare al cuore oltre che alla mente, raccontando non di mete, ma scavando sotto la superficie del viaggio per cercarne il senso e per riflettere sulle motivazioni che ci spingono a partire, a separarci dalle cose e dalle persone care per andare verso quell’incerto che ogni vero viaggio presuppone. L’approfondimento di queste riflessioni è inevitabilmente lasciato alla lettura del libro, ma il dopo proiezione permette sempre di esplorare alcuni dei tanti possibili percorsi. Ogni serata nasce uguale, ma continua su binari diversi, seguendo spunti e domande che mi vengono dalle persone presenti.

Infine le dediche sui libri cercando di intuire qualcosa di chi ho di fronte, i saluti e soprattutto gli spezzoni di frasi che mi lasciano la sensazione di non aver girato a vuoto…: “Ci hai aperto nuovi orizzonti”, “Grazie per le emozioni che hai saputo comunicare”, “Peccato per chi non c’era”… O il bacio commosso di un’anziana signora. E qualche volta un messaggio sul blog o per mail, un prezioso grazie di chi, tornato a casa, lascia un po’ di spazio all’emozione e al ricordo, proprio come dopo un vero viaggio.

Allora, semplicemente, grazie a tutti voi che mi avete avvicinato, scritto, telefonato, ringraziato, chiesta una dedica, addirittura un autografo sul depliant della serata o una foto, neanche fossi una star. Non è una questione di numeri, oggi il successo si misura in base ad audience televisive e best-sellers e non è certo il mio caso. Parlo ancora una volta di persone, incontri, sintonie… proprio come in viaggio. Grazie a tutti voi che avete ricambiato il mio entusiasmo con la vostra diponibilità a investire un po’ di tempo ad ascoltarmi.

A.M.

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ANNA MASPERO
Como, IT

A come Avventura, B come Bolivia , C come Colombia, M come Mondo… ma anche C come Casa e Cascina Chigollo… Potrebbe essere il titolo del racconto della mia vita di partenze e ritorni. Da mio nonno, soprannominato “Mericàn”, emigrato in Perù e poi ritornato fra le colline della sua Brianza, ho ereditato lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra. Perché di queste due cose sono fatta, un po’ nomade e un po’ stanziale. Andare e ritornare, proprio come le rondini che ancora nidificano sotto i tetti della fattoria del nonno dove vivo…. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini“, scriveva Paul Morand. Il viaggio è stato per me il primo amore. A quarant’anni ho dato le dimissioni dall’Istituto Sperimentale Linguistico dove insegnavo inglese, preferendo la vita a colori del mondo che è fuori, inseguendo nuove partenze e nuovi ritorni, ma sempre con la passione e la curiosità della prima volta.


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