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Chiude la libreria del Viaggiatore di Roma

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23/11/2019

Per la seconda volta muore la Libreria del Viaggiatore di Via del Pellegrino a Roma. La prima volta con la prematura morte dell’indimenticato Bruno Boschin nel febbraio del 2014. Ora, dopo aver riaperto nel 2014 un poco più avanti sull’altro alto della stessa via,  è costretta a chiudere, probabilmente in modo definitivo. “Il Comune di Roma non si rende conto del patrimonio che possiede. E lo lascia morire”, scrive Luigi Politano, l’attuale proprietario con Eleonora Pellegrini. Dal 1991 era il punto di riferimento di tutti i viaggiatori romani e non solo. Per me era la mia tappa fissa quando di passaggio per Roma. Avevo a suo tempo pubblicato un’intervista a Bruno Boschin sul sito dell’Editore Polaris, e poi una a Luigi Politano. Voglio ricordare il loro lavoro e la loro libreria con le parole che mi aveva detto allora Luigi: “La libreria del viaggiatore è come la sala d’attesa prima di prendere quel treno. Come una vecchia stazione in una città dell’est Europa. Un non luogo in cui progettare il viaggio o da cui farlo iniziare, anche senza sapere bene la meta. Se esiste un libro che possa raccontare la storia di un luogo, qui lo troverete. Ma bisogna sapersi prendere il giusto tempo. Magari seduti comodamente di fianco allo scaffale dell’angolo di mondo da attraversare, assaporando un the alla menta. Il nostro viaggio inizia da qui. Come un vascello che dall’isola di Tortuga solca i mari del sud in cerca di avventura e ricchezze. E il vero tesoro è proprio il viaggio e i suoi racconti.

Oggi ci sentiamo tutti, lettori e viaggiatori, scrittori ed editori, più orfani, più poveri e disorientati. 

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ANNA MASPERO
Como, IT

A come Avventura, B come Bolivia , C come Colombia, M come Mondo… ma anche C come Casa e Cascina Chigollo… Potrebbe essere il titolo del racconto della mia vita di partenze e ritorni. Da mio nonno, soprannominato “Mericàn”, emigrato in Perù e poi ritornato fra le colline della sua Brianza, ho ereditato lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra. Perché di queste due cose sono fatta, un po’ nomade e un po’ stanziale. Andare e ritornare, proprio come le rondini che ancora nidificano sotto i tetti della fattoria del nonno dove vivo…. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini“, scriveva Paul Morand. Il viaggio è stato per me il primo amore. A quarant’anni ho dato le dimissioni dall’Istituto Sperimentale Linguistico dove insegnavo inglese, preferendo la vita a colori del mondo che è fuori, inseguendo nuove partenze e nuovi ritorni, ma sempre con la passione e la curiosità della prima volta.


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