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Come essere derubata a Cipro mentre viaggio in Ecuador

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21/08/2014

Sembrerebbe impossibile essere derubati a Cipro mentre si è in viaggio in Ecuador, ma nella realtà virtuale succede anche questo. Se volete saperne di più continuate a leggere… anche se ormai sembra ne siano tutti al corrente, visto che anche il quotidiano La Provincia di Como mi ha dedicato un articolo (con qualche informazione un po’ datata come la mia collaborazione con Avventure nel Mondo, che ho lasciato da ben sette anni per i T.O. Maurizio Levi prima e ora Kel12).

Prima di tutto mi scuso per il disturbo arrecato e per non essere riuscita a rispondere a tutti coloro che mi chiedevano che diavolo mi stesse succedendo. Lo faccio ora con questo post, dandovi anche qualche informazione utile per non ritrovarvi nella stessa spiacevole situazione. Non si è trattato di un virus informatico o di scarsa attenzione nell’uso delle password. Sono stata vittima di un furto d’identità perché ho letto troppo velocemente sullo smartphone una falsa email di GOOGLE (talvolta con il logo di gmail o Google+ …dettagli importanti ma che purtroppo nessuno di coloro che erano stati vittime prima di me aveva segnalato ai propri contatti mettendoli sull’avviso) arrivata nella mia casella di posta chiedendo l’aggiornamento del database e ho stupidamente cliccato su un link. Questo è bastato per aprire la porta del mio account all’hacker (una truffa seriale attuata nel mio caso da Lagos/Nigeria, come ho potuto verificare a posteriori scorrendo la cronologia delle attività del mio account).

Così agli amici e ai miei contatti è stata spedita la falsa email (improbabile è vero, ma poteva ingannare perché inviata dal mio corretto account di gmail) in cui dicevo di essere stata derubata a Cipro e chiedevo 1200 euro per poter coprire le spese di rientro. Fortunatamente, anche grazie all’italiano approssimativo in cui era
scritta, nessuno dei miei contatti l’ha considerata attendibile, ma io ho avuto non pochi problemi per poter disporre nuovamente del mio account. Non mi dilungherò nella descrizione della truffa (è abbastanza diffusa ed era già capitata ad altri amici; se interessati la trovate quasi identica in questo sito http://www.giacomorutili.it/google/gmail/furto-email-moneygram-attenti-alla-truffa, cambia solo la location).

Posso però dirvi che per chi ci incappa è un problema molto serio e non solo d’immagine e di violazione della privacy. Lo è soprattutto per il coinvolgimento involontario dei propri contatti e l’impossibilità di comunicare per avvertirli della bufala. Nel mio caso il problema era amplificato essendo la truffa scattata proprio il primo giorno di viaggio in Ecuador (e forse la cosa non è stata casuale, visto che hanno chiesto rimborsi a nome mio anche alla Securebag delle valige in aeroporto) con un gruppo da accompagnare e difficoltà per accedere ad internet. Una volta impadronitosi del mio account, l’hacker ha cambiato la password impedendomi di entrarci, ha cambiato i dati di ripristino e la lingua in caratteri arabi, ha inserito un inoltro automatico delle risposte all’indirizzo falso da lui creato a mio nome (appunto anna_maspero@yahoo.it), ha cancellato i contatti dalla rubrica del mio smartphone android e da whatsApp e le mail inviatemi in quei giorni sull’account, infine ha cancellato tutti i miei post su Google+… Potevo solo comunicare via Blog, Facebook e Twitter (come ho fatto). Ho impiegato due giorni per ritornare in possesso del mio account e mi ritengo fortunata perché, come ho scoperto cercando in internet, molte vittime della stessa truffa non ci sono riuscite. Mentre Yahoo si è prontamente fatta carico del problema rispondendo a un mio fax e spero proceda altrettanto celermente a cancellare il falso account,  Google si scarica del problema (sul loro sito è scritto: “ti suggeriamo di inviare una segnalazione alle autorità locali…. di contattare l’associazione consumatori più vicina… Gmail non è in grado di partecipare a mediazioni che coinvolgono terze parti relativamente al furto d’identità…”). La Polizia Postale a sua volta dice che si può sporgere denuncia, ma che per procedere ci vorrebbe una rogatoria internazionale e non è certo il caso. Di fatto quindi gli hacker rimarranno impuniti anche se sarebbero rintracciabili, visto che indicano gli indirizzi di uffici di Money Transfer o Western Union compiacenti dove versare il denaro.

A parte il disturbo causato ai miei contatti e il tempo perso, lo stress e i costi per risolvere il problema, questa brutta avventura dovrebbere essere finita. Ora il mio account annamaspero@gmail.com è di nuovo funzionante e io certo non dimenticherò la lezione: MAI cliccare su link di cui non si conosce la provenienza (come se non lo sapessi! Eppure, forse a causa di troppi impegni e della stanchezza, l’ho fatto…) e, se mai dovessi trovarmi in una situazione di necessità, chiedere aiuto agli amici solo in italiano assolutamente corretto perché altrimenti cestinano l’email in quanto non posso essere io l’autore! Cercando di risolvere il problema ho anche scoperto che la stessa cosa, la violazione dell’account di Gmail, è capitata a molti, anche a persone che con la comunicazione sono di casa, anzi, forse proprio per questo: leggete questo accorato articolo di Elasti su D di Repubblica… anch’io come lei sono uscita da questa esperienza un po’ più saggia perché maggiormente consapevole della vulnerabilità del web.

A tutti GRAZIE per la comprensione, grazie alla “premiata ditta EMMEDATA Valeriano&Gianni”, a chi mi ha scritto preoccupato o per darmi utili consigli e grazie al mio splendido gruppo Ecuador e Galapagos che in certe situazioni si è trovato ad “assistere” l’accompagnatrice! E arrivederci alla prossima newsletter da un blog tutto nuovo…

Anna

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ANNA MASPERO
Como, IT

A come Avventura, B come Bolivia , C come Colombia, M come Mondo… ma anche C come Casa e Cascina Chigollo… Potrebbe essere il titolo del racconto della mia vita di partenze e ritorni. Da mio nonno, soprannominato “Mericàn”, emigrato in Perù e poi ritornato fra le colline della sua Brianza, ho ereditato lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra. Perché di queste due cose sono fatta, un po’ nomade e un po’ stanziale. Andare e ritornare, proprio come le rondini che ancora nidificano sotto i tetti della fattoria del nonno dove vivo…. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini“, scriveva Paul Morand. Il viaggio è stato per me il primo amore. A quarant’anni ho dato le dimissioni dall’Istituto Sperimentale Linguistico dove insegnavo inglese, preferendo la vita a colori del mondo che è fuori, inseguendo nuove partenze e nuovi ritorni, ma sempre con la passione e la curiosità della prima volta.


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