Pensieri in libertà

Diversamente anziana

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03/06/2024

Ci risiamo. È di nuovo tempo di ricevere gli auguri e ringrazio tutti anticipatamente (perdonatemi, ma non voglio passare la giornata sui social per ringraziare ciascuno singolarmente).

Sono passati altri 365 giorni, anzi 366 visto che questo 2024 è bisesto. In realtà non so se sia il caso di festeggiare: compiere gli anni significa un anno in più vissuto, ma anche uno in meno di vita, più ricordi ma anche meno tempo per i sogni ancora da realizzare. In internet c’è un sito per misurare la propria aspettativa di vita (a me dice altri 22 anni e qualche mese) e ho scoperto che solo l’8% è della popolazione mondiale è più vecchio di me e che io sono più vecchia del 79% degli italiani… anche in questo caso non so se sia una notizia buona o cattiva.

Come mi sento? Diversamente anziana!

“Che importa se compio venti, quaranta o sessant’anni! / Quel che importa è l’età che sento. / Ho gli anni che mi servono per vivere libero e senza paure. / Per continuare senza timore il mio cammino, perché porto con me l’esperienza acquisita e la forza dei miei sogni. / Quanti anni ho, io? A chi importa! / Ho gli anni che servono per abbandonare la paura e fare ciò che voglio e sento.” (José Saramago)

(O que importa se faço vinte, quarenta ou sessenta?! / O que importa é a idade que sinto. / Tenho os anos que necessito para viver livre e sem medos. / Para seguir sem temor pela trilha, pois levo comigo a experiência adquirida e a força de meus anseios. / Quantos anos tenho? Isso a quem importa? Tenho os anos necessários para perder o medo e fazer o que quero e o que sinto.)

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ANNA MASPERO
Como, IT

A come Avventura, B come Bolivia , C come Colombia, M come Mondo… ma anche C come Casa e Cascina Chigollo… Potrebbe essere il titolo del racconto della mia vita di partenze e ritorni. Da mio nonno, soprannominato “Mericàn”, emigrato in Perù e poi ritornato fra le colline della sua Brianza, ho ereditato lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra. Perché di queste due cose sono fatta, un po’ nomade e un po’ stanziale. Andare e ritornare, proprio come le rondini che ancora nidificano sotto i tetti della fattoria del nonno dove vivo…. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini“, scriveva Paul Morand. Il viaggio è stato per me il primo amore. A quarant’anni ho dato le dimissioni dall’Istituto Sperimentale Linguistico dove insegnavo inglese, preferendo la vita a colori del mondo che è fuori, inseguendo nuove partenze e nuovi ritorni, ma sempre con la passione e la curiosità della prima volta.


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