Le mie Letture

Filosofia e viaggio

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26/07/2010

Titolo: Filosofia del viaggio. Poetica della geografia
Autore: Michel Onfray
Editore: Ponte alle Grazie
Anno: 2010
Prezzo: Euro 12,50

Michel Onfray, filosofo controverso e autore di più 50 libri, libertario, radicale, ateo e controcorrente, questa volta affronta il tema del viaggio: “filosofia del viaggio e poetica della geografia”, come recitano titolo e sottotitolo.
Una prosa scorrevole, ricca di riferimenti colti alla tradizione filosofica e alla letteratura di viaggio, entrambe frequentate dall’autore.Per lui è il viaggio è un percorso prima di tutto interiore, ma che deve naturalmente anche trasformarsi in reale. Ce lo racconta passaggio dopo passaggio: sognare e desiderare il viaggio, aprire un atlante, scegliere la meta, documentarsi, voltare le spalle alla casa, andare attraverso luoghi e culture, tornare diversi. Infine, ricordare il viaggio in attesa di una nuova partenza.
Un percorso per ritrovarsi: “Sé stessi, questa è la grande questione del viaggio… di fatto, ci si mette in cammino spinti soltanto dal desiderio di partire incontro a sé stessi nel disegno, molto ipotetico, di ritrovarsi, se non di trovarsi.” Perché, soprattutto se soli, in un ambiente nuovo, senza orpelli e appendici, possiamo essere davvero noi stessi o quel che rimane di noi, e, non potendo sfuggire alla nostra compagnia, prendiamo coscienza di ciò che siamo davvero.
In questo percorso di ricerca Onfray contrappone viaggiatore e turista in modo radicale e forse eccessivo. Il primo è descritto come animato da passione per il cambiamento, forsennato desiderio di mobilità, violenta pulsione all’indipendenza e culto della libertà. Un’immagine in cui forse solo pochi spiriti profondamente nomadi possono riconoscersi. In realtà le variabili e le sfumature fra viaggiatore e turista sono infinite, dentro un viaggio e dentro una stessa persona a seconda del momento, del luogo, dei compagni d’avventura…
Onfray privilegia la ricerca di un pensiero non di carta, ma da vivere, come è scritto in un’altra sua pubblicazione di successo, “La potenza di esistere”. Attraversando le pagine di questo suo nuovo libro, la sensazione è però di un’analisi meditata, ma che forse non è passata attraverso l’esperienza del vissuto sulla propria pelle, dentro le proprie scarpe.
Anche se l’autore parla del viaggio come dilatazione dei cinque sensi, di emozioni, entusiasmi e sorprese, la sua scrittura rimane soprattutto una filosofia del viaggio. Ma probabilmente questa è anche l’intenzione del libro, espressa proprio a partire dal titolo stesso.

Pubblicato su Il Reporter

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ANNA MASPERO
Como, IT

A come Avventura, B come Bolivia , C come Colombia, M come Mondo… ma anche C come Casa e Cascina Chigollo… Potrebbe essere il titolo del racconto della mia vita di partenze e ritorni. Da mio nonno, soprannominato “Mericàn”, emigrato in Perù e poi ritornato fra le colline della sua Brianza, ho ereditato lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra. Perché di queste due cose sono fatta, un po’ nomade e un po’ stanziale. Andare e ritornare, proprio come le rondini che ancora nidificano sotto i tetti della fattoria del nonno dove vivo…. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini“, scriveva Paul Morand. Il viaggio è stato per me il primo amore. A quarant’anni ho dato le dimissioni dall’Istituto Sperimentale Linguistico dove insegnavo inglese, preferendo la vita a colori del mondo che è fuori, inseguendo nuove partenze e nuovi ritorni, ma sempre con la passione e la curiosità della prima volta.


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