Il Senso del Viaggio Le mie Letture

I libri, i viaggi, gli anni

on
23/05/2009

Leggere ViaggiarePrendo il libro fermo alla piega, mi rimetto alla sua andatura, al respiro di un altro che racconta. Se anch’io sono un altro è perché i libri più degli anni e dei viaggi spostano gli uomini“. In questa frase di Erri de Luca ci sono quegli elementi – letture, viaggi e anni – che combinandosi insieme nella chimica personale di ciascuno, danno forma e spessore ai singoli individui. Per lui sono soprattutto i libri a “spostarlo”, per qualcuno conta più l’accumulo di esperienze frutto del tempo che passa, per me funziona la combinazione di due elementi, letture e viaggi. Quando questi si sfiorano, si innescano nuove reazioni e si produce un cortocircuito che mette in moto prima la testa e poi le gambe. I viaggi narrati diventano reali e gli uni e gli altri si trasformano in vita vissuta. Quanti viaggi nascono dalla suggestione di un racconto o dalla fascinazione di un libro? O anche dalla stravaganza di un toponimo… Timbuctu, Samarcanda, Trebisonda e Machu Picchu, tutti nomi evocativi di un altrove prima vagheggiato leggendo e poi scoperto. I miei viaggi sono spesso un ritorno in luoghi già visitati nell’immaginazione attraverso l’accumularsi nelle stanze della mente di letture, fotografie, mappe, persone e oggetti. Questo spazio interiore è un prerequisito del viaggio, che altrimenti si ridurrebbe a un girovagare fra i luoghi comuni dei cataloghi d’agenzia. O a una vacanza di evasione sotto l’ombrellone con in mano l’ultimo bestseller: più che legittima naturalmente, ma che nulla ha a che fare con la dimensione del viaggiare. Se l’idea di un viaggio nasce spesso da una geografia immaginaria nutrita dal fruscio delle pagine dei libri, acquista poi concretezza attraverso ricerche e confronti in internet, su guide e con altri viaggiatori. Leggere e preparare il proprio itinerario nulla toglie alla possibilità di fare scoperte improvvise e incontri inattesi. Basta lasciarsi andare alla corrente, farsi assorbire dai luoghi, essere così flessibili da poter cambiare rotta e programmi seguendo suggestioni e coincidenze. I viaggi narrati, benché seducenti, sono però dei surrogati di quelli reali; la lettura può solo accompagnare e completare, non sostituire l’atto esplorativo. Lo scrittore, aprendo squarci su realtà spesso difficili da decifrare, ci permette di guardare oltre la superficie delle cose, mette a fuoco elementi altrimenti trascurati, illumina il nostro sguardo e dà voce ai nostri pensieri. Ma è solo viaggiando che le immagini create dagli scrittori da mentali diventano fisiche, che i nostri sensi percepiscono odori, suoni e sapori, che la nostra mente prova attrazione, meraviglia o repulsione. Scegliamo allora con attenzione i nostri compagni di viaggio, soprattutto i libri. E poi partiamo, perché, come disse la grande viaggiatrice Ella Maillart, “Il faut aller voir“, bisogna andare a vedere.

A.M.

Pubblicato su il reporter

TAGS
RELATED POSTS
ANNA MASPERO
Como, IT

A come Avventura, B come Bolivia , C come Colombia, M come Mondo… ma anche C come Casa e Cascina Chigollo… Potrebbe essere il titolo del racconto della mia vita di partenze e ritorni. Da mio nonno, soprannominato “Mericàn”, emigrato in Perù e poi ritornato fra le colline della sua Brianza, ho ereditato lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra. Perché di queste due cose sono fatta, un po’ nomade e un po’ stanziale. Andare e ritornare, proprio come le rondini che ancora nidificano sotto i tetti della fattoria del nonno dove vivo…. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini“, scriveva Paul Morand. Il viaggio è stato per me il primo amore. A quarant’anni ho dato le dimissioni dall’Istituto Sperimentale Linguistico dove insegnavo inglese, preferendo la vita a colori del mondo che è fuori, inseguendo nuove partenze e nuovi ritorni, ma sempre con la passione e la curiosità della prima volta.


I MIEI LIBRI