Il Senso del Viaggio

Imperfetti viaggiatori

on
09/04/2016

Siamo tutti imperfetti viaggiatori Mereghetti_2016-(1)visitatori occasionali alla ricerca di nuove esperienze e di sprazzi di senso, di lampi di bellezza e di attimi di felicità”, scrivevo nelle pagine del mio libro riflettendo sui diversi modi di viaggiare. Parole che mi tornavano in mente ieri sera alla rassegna Viaggio intorno al Viaggio di Albatros Cantù, ascoltando il nostro ospite  che ha ha proiettato audiovisivi in bianco e nero di grande qualità su luoghi come la medina araba, Cuba e il Nepal dopo terremoto e altri su viaggi molto diversi dai nostri, come quelli dei migranti o di una tradotta verso Auschwitz. Commentando le sue foto, Giovanni Mereghetti, fotoreporter professionista, ha fatto alcune affermazioni a mio parere eccessivamente categoriche relative ai viaggi organizzati o alle fotografie di panorami o a soggiornare in sistemazioni di lusso…

Alle serate di Albatros ospitiamo fotografi e viaggiatori con esperienze diverse alle spalle: viaggiatori solitari o “organizzati”, fotoamatori e anche Tour Operator, pensando così di offrire spunti interessanti a chi ci frequenta. Io poi personalmente accompagno gruppi da quando avevo ventisette anni e ho un grande rispetto per persone che investono il loro denaro e, risorsa spesso ancor più scarsa e preziosa, il loro tempo in un viaggio, vicino o lontano, nel nord o nel sud del mondo, in mezzo alla gente o in un deserto…  Non solo il viaggio mi ha regalato incontri (e paesaggi) indimenticabili, ma anche proprio nei miei gruppi ho trovato persone meravigliose, alcune diventate cari amici. Così come alcune delle mie guide locali che mi hanno aperto le porte del loro Paese offrendomi una chiave per entrarci, la stessa cosa che cerco di fare io quando accompagno un gruppo. Non nego le contraddizioni insite nel viaggio, e non solo in quello per turismo, anche in quello per professione, come tra l’altro mi sembrava emergesse con chiarezza dall’ultimo lavoro presentato ieri sera, “Take away”. Ma non ci sono risposte univoche o per tutti valide. Ognuno dovrebbe cercare il giusto compromesso fra le diverse esigenze e garantirsi, budget e tempi permettendo, uno standard di servizi che permetta di affrontare il viaggio in sicurezza, con piacere e senza togliere il gusto dell’incontro, fuori ma anche (perché no?) dentro al gruppo. Ieri sera non ho trovato il momento opportuno per intervenire in merito, anche perché nel poco tempo a disposizione si rischiavano affermazioni categoriche e superficiali. Per chi vuole approfondire, molti sono gli spunti di riflessione sul tema nel mio libro “Il Mondo nelle Mani, divagazioni sul viaggiare“.

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ANNA MASPERO
Como, IT

A come Avventura, B come Bolivia , C come Colombia, M come Mondo… ma anche C come Casa e Cascina Chigollo… Potrebbe essere il titolo del racconto della mia vita di partenze e ritorni. Da mio nonno, soprannominato “Mericàn”, emigrato in Perù e poi ritornato fra le colline della sua Brianza, ho ereditato lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra. Perché di queste due cose sono fatta, un po’ nomade e un po’ stanziale. Andare e ritornare, proprio come le rondini che ancora nidificano sotto i tetti della fattoria del nonno dove vivo…. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini“, scriveva Paul Morand. Il viaggio è stato per me il primo amore. A quarant’anni ho dato le dimissioni dall’Istituto Sperimentale Linguistico dove insegnavo inglese, preferendo la vita a colori del mondo che è fuori, inseguendo nuove partenze e nuovi ritorni, ma sempre con la passione e la curiosità della prima volta.


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