Le mie Letture

In viaggio con Kapuściński

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28/07/2010

 Titolo: In viaggio con Kapuściński – Dialogo sull’arte di partire
Autore: Andrea Semplici
Editore: Terre di Mezzo
Anno: 2010
Prezzo: € 3,00

Tre euro per trenta pagine, formato 10×15, copertina bianca e azzurra in carta opaca. Un libro umile, come umile è il protagonista di queste pagine, Ryszard Kapuściński. Sono ricordi e riflessioni in ordine sparso che Andrea Semplici, viaggiatore e giornalista, scrive ripensando al suo incontro con Kapu, all’Africa percorsa con i suoi libri nello zaino, all’incredibile storia di un reporter dal cognome impossibile, dipendente dell’anonima agenzia di stampa polacca PAP.

Kapùscinski un giorno ha il coraggio di partire e non si fermerà più, attraverserà centinaia di confini per percorrere le strade del mondo dall’Oriente all’America Latina, all’Africa che cambia, all’Urss che si dissolve. Sarà testimone di 27 fra rivoluzioni e colpi di stato, imparerà sul campo il lavoro di giornalista e diventerà una leggenda, da semplice reporter a grande scrittore entrato a pieno titolo nella collana “I Meridiani” di Mondadori. Usava la penna (pare non avesse un computer), ma soprattutto le scarpe. Le sue storie nascevano dagli incontri e dalle relazioni umane. Sapeva immergersi nel mondo che raccontava, viveva come la gente intorno a lui, si confondeva con loro, “perdeva” le distanze. Lui bianco di lingua polacca era capace di mimetizzarsi anche nell’Africa nera, non perché si inventava strani travestimenti, semplicemente perché condivideva la vita della gente, consapevole che lì l’altro era lui. Onesto, umile, attento, rispettoso, curioso, profondamente buono e mai cinico. Testimone capace di umana compassione. Grazie ad Andrea Semplici per questo ricordo intimo e intenso di un grande scrittore e di un giornalista come non ce ne sono più.

Pubblicato su il reporter

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ANNA MASPERO
Como, IT

A come Avventura, B come Bolivia , C come Colombia, M come Mondo… ma anche C come Casa e Cascina Chigollo… Potrebbe essere il titolo del racconto della mia vita di partenze e ritorni. Da mio nonno, soprannominato “Mericàn”, emigrato in Perù e poi ritornato fra le colline della sua Brianza, ho ereditato lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra. Perché di queste due cose sono fatta, un po’ nomade e un po’ stanziale. Andare e ritornare, proprio come le rondini che ancora nidificano sotto i tetti della fattoria del nonno dove vivo…. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini“, scriveva Paul Morand. Il viaggio è stato per me il primo amore. A quarant’anni ho dato le dimissioni dall’Istituto Sperimentale Linguistico dove insegnavo inglese, preferendo la vita a colori del mondo che è fuori, inseguendo nuove partenze e nuovi ritorni, ma sempre con la passione e la curiosità della prima volta.


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