Le mie Letture

Incontri e confronti di viaggio

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30/09/2011

Doctor Livingstone, suppongo, Incontri e confronti di viaggio- A cura di Renata Discacciati – Archinto Ed. – 2011 –  € 12.00 – 9788877685674

“Da sola, in mezzo a una popolazione rude per non dire selvaggia, conoscendo nella loro lingua solamente poche parole e frasi banali, lontana da tutti i consoli o gli agenti di ogni governo civile…”. Così scrive la Baronessa inglese Lady Dufferin nel 1863 dall’Egitto. E le fa eco un’altra donna, l’esploratrice Osa Johnson, in viaggio con il marito nel 1944 nelle remote isole Salomone: “dopo due anni di perseveranza, avevamo ottenuto quello per cui eravamo venuti; avevamo assistito a un banchetto cannibale e avevamo le fotografie da mostrare al mondo”.

Sono due brevi estratti dal libro “Doctor Livingstone, suppongo” della collana “In viaggio con” che raccoglie piccole monografie con scritti di viaggiatori del passato. Esplorazioni, battute di caccia, ricerche archeologiche, curiosità… un vero viaggio all’indietro nel tempo. Racconti che però inevitabilmente suonano “politicamente scorretti” all’orecchio di un viaggiatore contemporaneo, tanto che il sottotitolo “Incontri e confronti di viaggio” sembra quasi fuori luogo. Quel che emerge, più che un confronto con l’altrove e l’alterità, è uno sguardo curioso, ma anche non privo di quell’arroganza e quello snobismo che contraddistinguevano lo straniero occidentale (spesso inglese, magari ufficiale, come nell’illuminante racconto “Per fortuna sono inglese”) nell’età d’oro del viaggio. Tutti si adeguano ai riti e alle convenzioni del tempo, cercano la compagnia di stranieri come loro, solo se necessario si adattano, ma non amano le privazioni e preferiscono di gran lunga ritrovare i gusti e i comfort cui sono abituati. Certo traspare anche la seduzione dell’esotico come la curiosità per le diversità religiose o razziali, ma in fondo il soggetto del libro più che gli indigeni sono i viaggiatori stessi. Forse il confronto che meglio emerge dai racconti è proprio quello fra i viaggiatori di ieri e quelli di oggi. Al di là del mito dell’esploratore e del grande viaggiatore dei secoli passati, la differenza profonda è che un tempo viaggiare era percepito come “nobile”, perché privilegio di pochi e soprattutto che il mondo era ancora da scoprire, mentre oggi viaggiare è possibile a molti, con l’inevitabile contaminazione e quel po’ di volgarizzazione che il turismo porta con sé. Oggi cerchiamo di viaggiare in modo più consapevole e rispettoso, senza però nasconderci che, nonostante il desiderio di superare le barriere culturali, il turista rimane inevitabilmente uno straniero cui è permesso soltanto di sfiorare la realtà umana che incontra.

Pubblicato su il reporter

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ANNA MASPERO
Como, IT

A come Avventura, B come Bolivia , C come Colombia, M come Mondo… ma anche C come Casa e Cascina Chigollo… Potrebbe essere il titolo del racconto della mia vita di partenze e ritorni. Da mio nonno, soprannominato “Mericàn”, emigrato in Perù e poi ritornato fra le colline della sua Brianza, ho ereditato lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra. Perché di queste due cose sono fatta, un po’ nomade e un po’ stanziale. Andare e ritornare, proprio come le rondini che ancora nidificano sotto i tetti della fattoria del nonno dove vivo…. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini“, scriveva Paul Morand. Il viaggio è stato per me il primo amore. A quarant’anni ho dato le dimissioni dall’Istituto Sperimentale Linguistico dove insegnavo inglese, preferendo la vita a colori del mondo che è fuori, inseguendo nuove partenze e nuovi ritorni, ma sempre con la passione e la curiosità della prima volta.


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