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16/03/2009

Di ritorno da due bellissime settimane con Elisa e due amiche, tutte dedicate alle Galapagos, non potevo non scrivere di isole!  Presto spero di riuscire a raccontarne  (il ritorno a casa è stato difficile, per gli impegni ma anche perché non c’era più Grigio ad aspettarmi…). Allora al momento faccio un copia-incolla del breve racconto tratto dal mio libro A come Avventura sul viaggio di dodici anni fa…

ISLAS ENCANTADAS….

… Sono le Galápagos, centosette isole che prendono il nome dalle grandi testuggini di terra, un tempo numerosissime, poi decimate da balenieri e pirati. Le correnti del cielo e del mare, mescolando come carte di un mazzo latitudini e longitudini, hanno popolato queste isole vulcaniche e inospitali con svariate specie di uccelli, con una fauna terrestre tropicale i cui antenati arrivarono come naufraghi alla deriva su zattere naturali e con una fauna marina forse più adatta al freddo dei poli. La necessità di adattarsi per sopravvivere in queste isole fuori dal tempo e lontane dal mondo abitato, ha poi dato vita a un incredibile laboratorio naturale che offrì a Darwin la chiave per la teoria dell’origine delle specie e dell’evoluzione.
Sbarcare alle Galápagos è come entrare in un mondo incantato, un regno di liberi animali prima della venuta dell’uomo. Si ha la sensazione di far parte di un documentario, muovendosi senza essere visti, dal momento che nessuno dei molti animali, protagonisti assoluti, sembra preoccuparsi minimamente della presenza dell’uomo, semplice comparsa.
Camminando lungo le spiagge bianchissime di polvere di pomice o nere di ceneri vulcaniche, fra le rocce scure e le lingue di lava solidificate nelle forme più strane, penso che finalmente, durante la prossima proiezione, non mi toccherà “spiegare” le mie diapositive per raccontare che…
… ho navigato in compagnia di delfini, che, come grandi attori, improvvisano acrobatici salti e vorticose giravolte seguendo la scia della nave.
… ho nuotato circondata da poco rassicuranti mante e squali, ho seguito le lente evoluzioni di una tartaruga verde e ho osservato i pinguini nani, buffi uccelli che al cielo hanno preferito il mare e sfrecciano sott’acqua più veloci dei pesci.
… ho osservato le sule piediazzurri che, in formazione compatta, si tuffano fra le onde in cerca della preda, le enormi fregate che si lasciano portare dal vento come aquiloni e i pellicani bruni appollaiati pigramente sulla barca.
… ho scoperto di avere un clandestino a bordo, quando un leone marino più intraprendente degli altri è salito sulla panga, la scialuppa d’appoggio, sdraiandosi soddisfatto a prua come una polena.
… sono sbarcata fra un fuggi fuggi di grossi granchi color arancio, su spiagge affollate da rumorose colonie di otarie dallo sguardo dolcissimo, pigramente distese le une sopra le altre.
… mi sono arrampicata su nere rocce laviche dove, perfettamente mimetizzate, famiglie di iguane marine dall’aspetto inquietante si riscaldano al sole.
… ho camminato lungo i sentieri fra sule intente a covare, albatri marezzati impegnati in una danza di corteggiamento e fregate che gonfiano come palloncini le loro sacche golari rosso fuoco per sedurre le femmine.
… sono salita lungo le umide pendici della montagna, dove tranquille testuggini giganti pascolano fra i boschi di scalesia avvolti dalla garúa, una nebbiolina leggera.
Buone foto dunque, senza dimenticare che le Galápagos sono islas encantadas, dove si deve camminare in punta di piedi.

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3 Comments
  1. Rispondi

    l.

    11/04/2009

    Tutto sembra così lontano e un po’ irreale ma bellissimo.La vita milanese ti fagocita anche i ricordi che devono essere risvegliati da una cara amica.

  2. Rispondi

    elisa

    20/04/2009

    Ormai è passato quasi un mese e mezzo dal nostro ritorno dalle Galapagos…e queste tue righe di diario di viaggio mi riportano magicamente a navigare con la mente sulle onde dell’oceano pacifico tra le isole incantate…Ancora vive sono le immagini delle enormi tartarughe di terra,delle sule dai piedi blu e dai piedi rossi, delle iguane sulle rocce di lava e dei fenicotteri nella laguna al tramonto…ed immensa è l’emozione nel ripensare di aver nuotato accanto ai leoni marini, alle aquile di mare, alle tartarughe e aglii squali…
    Ineffabile è poi la sensazione di aver solcato le acque dell’oceano accompagnati da un baranco di balene…
    Troppi i colori, le immagini e i ricordi di questa vacanza per poter essere trasmessi in poche righe…ma forse non basterebbe un libro intero…perchè per credere a certe cose e per coglierne l’essenza più profonda bisogna viverle in prima persona. Per questo zia ti ringrazio di cuore per questa meravigliosa esperienza che hai voluto condividere con me.
    Un abbraccio Eli

  3. Rispondi

    A.M.

    21/04/2009

    grazie Laura, grazie Elisa…
    La cosa più bella è proprio quando in un viaggio si riesce a condividere le emozioni. E per me guardare e anche riguardare luoghi e paesi attraverso gli occhi di una ragazzina ventenne (che ho la fortuna di avere come nipote)è un regalo prezioso.
    Anna

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ANNA MASPERO
Como, IT

A come Avventura, B come Bolivia , C come Colombia, M come Mondo… ma anche C come Casa e Cascina Chigollo… Potrebbe essere il titolo del racconto della mia vita di partenze e ritorni. Da mio nonno, soprannominato “Mericàn”, emigrato in Perù e poi ritornato fra le colline della sua Brianza, ho ereditato lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra. Perché di queste due cose sono fatta, un po’ nomade e un po’ stanziale. Andare e ritornare, proprio come le rondini che ancora nidificano sotto i tetti della fattoria del nonno dove vivo…. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini“, scriveva Paul Morand. Il viaggio è stato per me il primo amore. A quarant’anni ho dato le dimissioni dall’Istituto Sperimentale Linguistico dove insegnavo inglese, preferendo la vita a colori del mondo che è fuori, inseguendo nuove partenze e nuovi ritorni, ma sempre con la passione e la curiosità della prima volta.


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