Le mie Letture

La lunga marcia

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03/10/2008

Tino Franza, La lunga marcia, Viaggio sentimentale a Santiago de Compostela – A&B Editrice, 2008, €. 13,00

Caro Tino,
non so se leggerai queste righe perché non mi hai lasciato la tua mail. Ti confesso che quando al festival del viaggio di Roma mi hai avvicinato e mi hai regalato il tuo libro , La Lunga marcia, ho pensato ” e ora dove trovo il tempo di leggere anche questo?”

Già non avevo resistito alla tentazione di acquistare alla Libreria del viaggiatore presente al festival parecchi volumi altrimenti difficili da trovare… Un libro non è tanto o solo un investimento in denaro, è soprattutto un investimento di tempo. E poi i libri non bisognerebbe mai regalarli, bisogna desiderarli, come i viaggi… Lo dico e poi anch’io faccio spesso omaggio del mio A come Avventura alle persone cui tengo, nella speranza di averne un feedback, cosa che non sempre avviene. Nel tuo sguardo avevo letto la fatica per arrivare alla pubblicazione e il sincero desiderio di condividere quelle pagine. Sensazioni e situazioni che mi sono familiari. Così l’indomani, sedendomi sul treno Roma-Milano, ho deciso di leggerlo subito, altrimenti una volta a casa altre urgenze avrebbero preso il sopravvento. E l’ho chiuso sull’ultima riga, proprio quando la voce del capostazione annunciava “Como, stazione di Como, prossima stazione, Chiasso”.
Letto tutto d’un fiato: bravo Tino, ben scritto, in modo semplice e diretto, emozionale quanto basta. Fra una citazione e un riferimento letterario, traspare un profondo amore per la lettura prima ancora che per la scrittura. Un viaggiatore curioso, non un pellegrino particolarmente interessato a Dio (“..non credo che se uno cerca Dio, debba spingersi tanto lontano… Dio è là dove ci si trova, anzi là dove noi lo facciamo entrare..”). Un percorso che in qualche modo disciplina in un itinerario la tentazione al vuoto “errare”, quella “grande Irrequietezza che abbiamo nel sangue”. Il cammino come incontro e come esperienza della terra. Il viaggio come ricerca per riflettere su quei dubbi che esso non può risolvere, ma aiuta comunque a focalizzare. Un sogno, lungamente perseguito, insidiato dal richiamo non meno intenso dell’innamoramento. La meta raggiunta per scoprire, con Hermann Hesse, che non è LA META, ma solo frammenti di serenità. E alla fine rimane la nostalgia. Nostalgia di ciò che è stato e del nuovo viaggio che inizia… Buon cammino Tino, per te e il tuo libro!
A.M.

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ANNA MASPERO
Como, IT

A come Avventura, B come Bolivia , C come Colombia, M come Mondo… ma anche C come Casa e Cascina Chigollo… Potrebbe essere il titolo del racconto della mia vita di partenze e ritorni. Da mio nonno, soprannominato “Mericàn”, emigrato in Perù e poi ritornato fra le colline della sua Brianza, ho ereditato lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra. Perché di queste due cose sono fatta, un po’ nomade e un po’ stanziale. Andare e ritornare, proprio come le rondini che ancora nidificano sotto i tetti della fattoria del nonno dove vivo…. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini“, scriveva Paul Morand. Il viaggio è stato per me il primo amore. A quarant’anni ho dato le dimissioni dall’Istituto Sperimentale Linguistico dove insegnavo inglese, preferendo la vita a colori del mondo che è fuori, inseguendo nuove partenze e nuovi ritorni, ma sempre con la passione e la curiosità della prima volta.


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