Il Senso del Viaggio

Ma servono ancora i cataloghi di viaggio?

Scritto da il 30/04/2010

Cataloghi

Pubblicato su il reporter – Cataloghi

Una ricerca ha dimostrato che servono otto chili di depliant turistici per avere un terzo delle informazioni contenute in una guida. Eppure per la maggior parte di noi la fonte delle informazioni per decidere dove, quando e come viaggiare sono ancora i cataloghi dei tour operator, un tempo solo cartacei e raccolti un tanto al chilo in agenzia, oggi sempre più spesso sostituiti da quelli online.

Per molti turisti i cataloghi rimangono addirittura il solo materiale consultato, a cui qualche volta si aggiungono le riviste di settore, che però, per pubblicità diretta e occulta, spesso non si discostano di molto da una brochure turistica. Guide e letteratura di viaggio vengono dopo, a scelta fatta, e non sempre.
In una società governata dalla pubblicità, è inevitabile che gli stessi meccanismi regolino anche il turismo, di fatto un bene di consumo come altri. I cataloghi sono semplici strumenti commerciali, certo curati e attraenti, ma proprio perché finalizzati alla promozione e alla vendita del prodotto-vacanza più che all’informazione. E’ sufficiente sfogliarne le pagine patinate per avere la piacevole sensazione di viaggiare di paese in paese con l’intero mondo a nostra disposizione: prodotti esclusivi ma in pacchetti preconfezionati, destinazioni privilegiate ma offerte anche a noi, paradisi esotici ma raggiungibili con un volo charter, magari scontato.
Gli ingredienti dell’offerta turistica sono sempre gli stessi: molte le immagini evocative e rassicuranti, poche e scontate le informazioni sul paese reale con le sue ombre e le sue luci. Trionfano sole, mare e natura incontaminata, non stona un tocco d’esotismo e di tradizione, la popolazione poi è sempre ospitale, sorridente e “disponibile”. In realtà più che ciò che è scritto nei cataloghi, dovremmo osservarne le omissioni: niente caldo-umido, niente insetti né malaria, nessun accenno alla povertà della popolazione o a eventuali rischi per il viaggiatore. Come ogni prodotto di marketing, i cataloghi devono adattarsi alle aspettative del cliente, alimentare desideri e rassicurare, mettendo a tacere paure e dubbi.
I contenuti sono veicolati da un linguaggio stereotipato e sovrabbondante di superlativi, ma soprattutto trionfano le immagini, perché in una cultura sempre più visiva il prodotto-viaggio è particolarmente adatto a essere trasformato in un’icona. Le fotografie, da corredo utile ad illustrare la proposta di viaggio, si sono trasformate nella rappresentazione del prodotto stesso che si acquista, nutrendo immaginario e aspettative del cliente. Così il turista durante il viaggio cercherà più o meno consapevolmente proprio quelle stesse immagini da immortalare nelle memorie digitali della sua macchina fotografica, diventando egli stesso strumento di rinforzo e trasmissione degli stereotipi turistici dei luoghi.
Il viaggio di scoperta si trasforma in una semplice ricerca di conferma delle aspettative. E là dove la modernità, nel bene e nel male, ha cancellato quel mondo tradizionale e “autentico” che gli era stato promesso, il turista si sente deluso, anzi truffato.
Forse dovremmo sforzarci tutti, giornalisti, tour operator e viaggiatori, di ricomporre l’immagine del mondo così da rinunciare a inutili finzioni e far coincidere la geografia turistica con il mondo reale.

Per approfondire: Fabrizio Carbone, “I coralli sono morti”, Stampa Alternativa. Storie vere di luoghi turistici.

A.M.

TAGS
RELATED POSTS
3 Comments
  1. Rispondi

    Roberto

    30/04/2010

    argomento interessantissimo! richiederebbe molte pagine di approfondimento; chissà… ciao Anna!

  2. Anna Maspero
    Rispondi

    A.M.

    02/05/2010

    ciao Roberto, tu te ne intendi e voi siete l’eccezione che conferma la regola… sarebbe bello un tuo approfondimento. Sono sempre prigioniera del numero di battute imposte dalla velocità di fruizione di internet. ma in fondo è una buona scuola per essere meno logorroica di quel che è la mia natura…

  3. Rispondi

    Lauretta

    07/05/2010

    … no, il mio viaggio non comincia da un catalogo! Da buon cancro sono una viaggiatrice e vado dove mi guida l’istinto.

LASCIA UN COMMENTO

ANNA MASPERO
Como, IT

Ho insegnato inglese, piantato alberi, letto molto e molto viaggiato. Non ho mai smesso di cercare e di pormi domande e sono certa che molte risposte stiano nel viaggio e nei libri. Ho scritto due libri sul viaggio: “A come Avventura, Saggi sull’arte del viaggiare” e “Il Mondo nelle Mani, Divagazioni sul viaggiare”, sono autrice della guida Bolivia e della guida Colombia, tutti editi da Polaris. Collaboro con diverse riviste fra cui LatitudesLife ed Erodoto108. Quando non sono in giro per il mondo, mi trovate nella mia fattoria in Brianza e naturalmente sempre sul mio blog.


Collaborazioni

I MIEI LIBRI