Le mie Letture

Marrakech dietro le antiche porte

on
27/01/2012

Barbara Bertuzzi “Marrakech dietro le antiche porte – viaggio curioso nella città dei riad”, Casa Editrice Polaris 2011 (anche versione francese)

Confesso di avere provato una certa invidia (sentimento che aborro!) per Barbara Bertuzzi, giornalista bolognese dallo spirito viaggiatore e collega scrittrice di guide, leggendo il suo splendido libro – vademecum “Marrakech dietro le antiche porte”. Invidia per aver scelto come argomento una destinazione così affascinante, magica e piacevole. Posso solo immaginare l’autrice scrivere i suoi appunti sorseggiando del tè alla menta distesa su morbidi cuscini nel silenzio del cortile interno di un raffinato riad. Oppure mentre, avvolta dai vapori di un hammam, ruba i le confidenze di altre donne custodi delle tradizioni più autentiche. O mentre sperimenta nelle cucine e poi ad assaggia in tavola la ricca gastronomia marocchina. O a spasso tra i souk, le boutique di moda o gli spazi di design capaci di coniugare oriente e occidente, tradizione e modernità.

Anche solo leggere, solo sfogliare il libro, fa venir voglia di mollare tutto e di partire, ma non per un semplice viaggio, proprio per trasferirsi lì per sempre! In realtà arriveremmo da buoni ultimi, visto che gli antichi palazzi della città sono ormai per la maggior parte abitati da stranieri o da loro trasformati in “maison d’hotes”. Francesi, italiani, tedeschi, spagnoli che certo hanno fiutato il business, ma hanno anche fatto una scelta d’amore per questa città e la sua antica cultura, sedotti da un paese che da sempre ha saputo conquistare l’animo del viaggiatore. Una città data in appalto, ma anche salvata dagli stranieri, come scrive nella prefazione il pittore e romanziere marocchino Mahi Binebine: “L’infatuazione degli stranieri per la Medina di Marrakech è una vera benedizione. Quando ero bambino stava cadendo in rovina.” Loro hanno ridato vita alle dimore signorili, hanno riscoperto antiche tecniche artigianali e materiali tradizionali e riscattato la medina dall’incuria e dall’abbandono in cui versava la sua delicata architettura. E molti sono anche i Marrakchis benestanti che, sentendo lo charme di una volta, stanno tornando sempre più numerosi ad abitarci.

L’autrice ci accompagna per mano alla scoperta non della città monumentale, ma di quella celata fra i vicoli dietro a porte anonime, guardandola da un’angolazione assolutamente speciale, dall’interno di riad, di cucine, di hammam e dall’ombra di giardini segreti. Ci racconta i contrasti di una città tradizionale ed europea, rumorosa e raffinata, luminosa e buia, odorosa di spezie e profumi e appestata dall’odore della concia delle pelli… ma sempre capace di stupire. Le pagine sono costellate di invitanti ricette con tanto di glossario gastronomico, consigli su dove soggiornare (oltre 50 riad illustrati), dove andare (più di 100 percorsi tematici in medina e 60 escursioni fuori Marrakech verso le montagne dell’Atlante, il deserto, le città fortificate e le spiagge…), dove mangiare, rilassarsi, divertirsi, fare shopping fra moda glamour, tradizionale e chic. Un vero vademecum per veri Marrakchis con il quale entrare in questo mondo dallo sfarzo sontuoso ma nascosto, proprio come una donna che dietro alla discrezione di un velo cela splendidi abiti e un corpo meraviglioso.

Pubblicato su il reporter

 

 

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ANNA MASPERO
Como, IT

A come Avventura, B come Bolivia , C come Colombia, M come Mondo… ma anche C come Casa e Cascina Chigollo… Potrebbe essere il titolo del racconto della mia vita di partenze e ritorni. Da mio nonno, soprannominato “Mericàn”, emigrato in Perù e poi ritornato fra le colline della sua Brianza, ho ereditato lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra. Perché di queste due cose sono fatta, un po’ nomade e un po’ stanziale. Andare e ritornare, proprio come le rondini che ancora nidificano sotto i tetti della fattoria del nonno dove vivo…. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini“, scriveva Paul Morand. Il viaggio è stato per me il primo amore. A quarant’anni ho dato le dimissioni dall’Istituto Sperimentale Linguistico dove insegnavo inglese, preferendo la vita a colori del mondo che è fuori, inseguendo nuove partenze e nuovi ritorni, ma sempre con la passione e la curiosità della prima volta.


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