Le mie Letture

Mollo tutto!

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06/07/2010

Mollo tutto e parto! …ma prima o poi ritorno – Autore: Riccardo Caserini – Vallardi – Anno: 2010 – Prezzo: € 12,00
Un’amica, forse per caso (ma c’è sempre un senso nelle coincidenze), mi ha regalato “Mollo tutto e parto!” proprio in un momento in cui sento forte il bisogno di staccare… Il libro parla di quello che nei paesi anglosassoni chiamano “gap year”, mentre in Italia, dove è molto meno praticato, è conosciuto come “anno sabbatico”. Si tratta, come racconta l’autore Riccardo Caserini, di partire non per una normale vacanza, ma per un lungo periodo per poi tornare arricchiti da un’esperienza diversa, con le pile più cariche e con le idee più chiare su se stessi e ciò che si vuole dalla propria vita. Come? Viaggiando o fermandosi altrove, magari aiutando gli altri in progetti solidali o semplicemente prendendosi tempo per se stessi. nsomma è come premere il tasto “pausa” per capire cosa si vuole veramente.
Non importa l’età, anche se sicuramente risulta essere più formativo per un giovane. Si può viaggiare soli o con dei compagni magari incontrati lungo la strada, si possono ridurre i propri bisogni facendosi bastare il denaro a disposizione o si può cercare qualche lavoro durante il viaggio per mantenersi. Non si tratta di vivere avventure straordinarie, ma di assaporare il piacere della libertà, seguire la propria curiosità e assecondare le coincidenze, o come un surfista le onde, secondo l’azzeccata metafora scelta dall’autore.
Un sogno? Forse, ma che non è difficile far sì che si avveri. “E’ alla portata di tutti” scrive l’autore nel suo blog www.annosabbatico.it. Lui l’ha fatto, non una ma due volte: ha lasciato il più classico dei posti fissi, un lavoro in banca, per seguire il suo sogno. Poi ha scritto questo libro raccontando la sua esperienza per aiutare a liberarsi dalle ansie della partenza, per spiegare come lasciare il lavoro, trovare i soldi, convincere gli altri, organizzarsi e poi cosa fare, dove dormire, come viaggiare. E infine come affrontare il momento non facile del ritorno alla propria Itaca…, sì, un po’ come Ulisse che forse era stato per troppi anni vagabondo sui mari per poter riadattarsi al microcosmo della sua isola.
Un libro che, al di là della scelta se partire o no per un lungo viaggio, soprattutto spinge a vincere l’apatia, a essere attori protagonisti della propria vita, senza farsi travolgere da paure, scuse, abitudini, pigrizia e da una normalità che non appartiene necessariamente a tutti e non per tutti è la stessa.

Pubblicato su il reporter

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1 Comment
  1. Rispondi

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    05/11/2010

    Da commenti che mi sono arrivati in FB:
    Il cambiamento è una facile panacea. Ci vuole carattere a restare in un unico posto e ivi essere felici” Clark Dunn , ciao Paola
    ci vuole molto più coraggio a cambiare, restando o partendo o ritornando… Anna
    carattere e coraggio non sono poi molto diversi, l’indifferenza e l’apatia sono più pericolose perciò valutare e decidere senza più ripensarci. buona giornata Nicoletta
    Certo, siamo sempre in fase di cambiamento, dentro di noi…..sarebbe assurdo rimanere statici tutta la vita… Paola
    il cambiamento è in noi, e viene sopito e ci spegne sia se rimaniamo per inerzia sia se ci allontaniamo ma rimaniamo chiusi in noi stessi. Antonella
    Coraggio o incoscienza io parto a gennaio .Un intero anno in Australia!! Eva
    potessi fuggire…. Cinzia
    Prima cambiamo noi stessi e solo in conseguenza diventiamo capaci di cambiare la nostra realtà esteriore. Partire o restare non fa differenza: è la scelta consapevole che fa la differenza! Comunque la citazione di Clark Dunn non mi piace affatto: è la classica scusa di chi ha paura di cambiare… Silvio

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ANNA MASPERO
Como, IT

A come Avventura, B come Bolivia , C come Colombia, M come Mondo… ma anche C come Casa e Cascina Chigollo… Potrebbe essere il titolo del racconto della mia vita di partenze e ritorni. Da mio nonno, soprannominato “Mericàn”, emigrato in Perù e poi ritornato fra le colline della sua Brianza, ho ereditato lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra. Perché di queste due cose sono fatta, un po’ nomade e un po’ stanziale. Andare e ritornare, proprio come le rondini che ancora nidificano sotto i tetti della fattoria del nonno dove vivo…. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini“, scriveva Paul Morand. Il viaggio è stato per me il primo amore. A quarant’anni ho dato le dimissioni dall’Istituto Sperimentale Linguistico dove insegnavo inglese, preferendo la vita a colori del mondo che è fuori, inseguendo nuove partenze e nuovi ritorni, ma sempre con la passione e la curiosità della prima volta.


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