Le mie Letture

Oriente fra spiritualità e politica

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09/09/2011

Ilaria Maria Sala – Il dio dell’Asia. Religione e politica in Oriente. Un reportage – Il Saggiatore 2006

Un reportage lucido, che mescola storia, geografia, culti, spiritualità e tradizioni e che, a dispetto del titolo, nulla ha a che fare con la mistica orientaleggiante diffusa fra i viaggiatori del passato e riportata in voga dalla new age. Con le sue trecentocinquanta pagine scritte a caratteri piccoli sembra quasi un manuale e un poco spaventa, ma poi la lettura scorre rapida, coinvolgente ed emozionante, proprio come fossimo in viaggio e gettassimo lo sguardo su tanti diversi microcosmi che difficilmente il turista avrebbe modo di penetrare.

L’autrice racconta l’Asia che frequenta, conosce e ama, usando la religiosità come chiave di lettura per spiegare un’area così vasta e complessa come quella orientale, da noi spesso ridotta a un’unica realtà omogenea. Non ha la pretesa di offrirne una panoramica completa e la prima grande assente, in un libro dal titolo “Il Dio dell’Asia”, è proprio l’India, nemmeno sfiorata perché da sola avrebbe avuto bisogno di un trattato. Il reportage racconta delle regioni di confine con la Cina: lo Xinjiang dove l’Islam è sinonimo di ribellione al potere centrale, la Mongolia Interna dove il lamaismo è represso, la Repubblica Mongola dove faticosamente rinasce la spiritualità, la quieta povertà del Laos, unico paese che è riuscito a coniugare socialismo e buddismo. E poi l’irreale parodia di Singapore, paesi così diversi come le due Coree, Taiwan, il Giappone, le Filippine, l’Indonesia, la Malesia e la Cina stessa, testimone della fine di un’epoca. Racconta del cattolicesimo diffuso fra gli ex “boat people” vietnamiti, dei giochi di ruolo, di sette, misticismo, sciamanesimo, riti e conflitti etnici intrecciati o mascherati da conflitti religiosi.

E’ una parte di mondo dove la Cina da secoli gioca un ruolo fondamentale: il suo dominio, come spesso quello occidentale, alterna la distruzione di culture e terre altrui da un lato e la seduzione di consumismo e materialismo dall’altro. La reazione a questo modello passa anche, se non solo, attraverso forme diverse di fervore religioso. E’ questa la chiave di lettura del libro, ma, chiudendolo, rimane una sensazione amara di vuoto di valori, di tensioni che si aggravano e di mondi persi per sempre.

Pubblicato su il reporter

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1 Comment
  1. Rispondi

    lastmiinute

    09/10/2011

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ANNA MASPERO
Como, IT

A come Avventura, B come Bolivia , C come Colombia, M come Mondo… ma anche C come Casa e Cascina Chigollo… Potrebbe essere il titolo del racconto della mia vita di partenze e ritorni. Da mio nonno, soprannominato “Mericàn”, emigrato in Perù e poi ritornato fra le colline della sua Brianza, ho ereditato lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra. Perché di queste due cose sono fatta, un po’ nomade e un po’ stanziale. Andare e ritornare, proprio come le rondini che ancora nidificano sotto i tetti della fattoria del nonno dove vivo…. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini“, scriveva Paul Morand. Il viaggio è stato per me il primo amore. A quarant’anni ho dato le dimissioni dall’Istituto Sperimentale Linguistico dove insegnavo inglese, preferendo la vita a colori del mondo che è fuori, inseguendo nuove partenze e nuovi ritorni, ma sempre con la passione e la curiosità della prima volta.


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