Amor America

Orizzonte grigio cenere

on
20/09/2020

Fisso gli occhi tristi di questo giaguaro nel bosco ridotto in cenere e mi chiedo se è uno di quelli che avevo osservato per ore dalla barca nel Pantanal brasiliano, lì dove avrei dovuto tornare anche quest’estate accompagnando un gruppo per Kel12-National Geographic. Il Pantanal, patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, brucia. In questa, che è una delle aree con maggior biodiversità del pianeta, nel 2020 gli incendi sono più che triplicati rispetto allo stesso periodo del 2019, le temperature hanno superato i 40° e c’è stata la peggior siccità degli ultimi 50 anni. Le foto della strada Transpantaneira prima e dopo gli incendi sono impressionanti. Un bioma unico è distrutto per estendere i pascoli per gli allevamenti di bovini e per coltivare soia. I volontari che stanno cercando di contenere le fiamme si sono trovati davanti “giaguari che vagavano per la terra spoglia e  annerita, affamati o assetati, con le zampe bruciate fino alle ossa”.

Photo Anna Maspero

Il 2020 avrebbe dovuto essere per me un anno di viaggi, finito il lungo lavoro per la pubblicazione delle nuove guide su Bolivia e Colombia. Quanti programmi andati in fumo… il problema non sono però i viaggi annullati, il problema è quest’orizzonte grigio dove il fumo è quello vero degli incendi e dove la pandemia sta rivelandoci la nostra fragilità. Anche in Europa guardiamo al futuro con timore, ma quanto soffre la mia America? Cattiva politica, povertà, violenza, dengue, incendi e anche il Covid19 che proprio lì sta imperversando più che altrove. Questa è la storia di un emigrante peruviano in Cile, purtroppo comune a tante famiglie. E qui le foto dall’Oregon in fiamme (se questo accade in aree abitate di un paese ricco, non posso pensare a quel che sta succedendo in Amazzonia).

Houses destroyed by wildfire on September 12 2020, Oregon (photo David Ryder)

Cari amici, in questi mesi mi sono presa una pausa da blog e social, scrivo con difficoltà, preferisco leggere, curare il mio piccolo mondo (come scriveva Voltaire, nei momenti difficili “Il faut cultiver notre jardin”…) e lavoro alla ristrutturazione della mia cascina. Vorrei tornare a viaggiare, non solo perché i viaggi sono tanta parte della mia vita e perché mi mancano tutti quei rapporti che di viaggi si nutrono, ma anche perché poter partire vorrebbe dire che il mondo sta tornando a vedere la luce in fondo al tunnel.

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ANNA MASPERO
Como, IT

A come Avventura, B come Bolivia , C come Colombia, M come Mondo… ma anche C come Casa e Cascina Chigollo… Potrebbe essere il titolo del racconto della mia vita di partenze e ritorni. Da mio nonno, soprannominato “Mericàn”, emigrato in Perù e poi ritornato fra le colline della sua Brianza, ho ereditato lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra. Perché di queste due cose sono fatta, un po’ nomade e un po’ stanziale. Andare e ritornare, proprio come le rondini che ancora nidificano sotto i tetti della fattoria del nonno dove vivo…. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini“, scriveva Paul Morand. Il viaggio è stato per me il primo amore. A quarant’anni ho dato le dimissioni dall’Istituto Sperimentale Linguistico dove insegnavo inglese, preferendo la vita a colori del mondo che è fuori, inseguendo nuove partenze e nuovi ritorni, ma sempre con la passione e la curiosità della prima volta.


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