Le mie Letture

Outdoor. Pensare – agire – sopravvivere

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25/05/2010

Outdoor. Pensare – agire – sopravvivere – Maolucci Enzo; Salza Alberto; Dalla Palma Michele – Hoepli – Anno 2010 – €. 24,90

A guardarlo sembra un manuale: “Outdoor”, sottotitolo “pensare – agire – sopravvivere”. In allegato un piccolo prontuario di sopravvivenza. Confesso che il “survival”, quello dove il piacere e la fatica che fanno parte del viaggio si trasformano in via crucis, non è il mio genere.
Stavo per riporre il volume nello scaffale della libreria, quando l’occhio mi è caduto sui nomi degli autori, veri professionisti del settore. Avendo letto e apprezzato altri loro articoli e libri, decido per l’acquisto. La domenica seguente inizio a leggerlo. Seguo l’invito del titolo e mi sistemo su un’amaca sotto un albero, “outdoor” appunto e cioè all’aria aperta. Certo, sono consapevole che la mia è un’interpretazione piuttosto personale, visto che fra gli appassionati del genere quella di stare in posizione orizzontale per un’intera giornata non sembra essere la pratica più diffusa. Però l’amaca è compresa nell’attrezzatura consigliata e capire è il primo passo per fare, come appunto recita il sottotitolo “pensare e agire”. Inizio dunque a pensare e non abbandono il mio albero e soprattutto il mio libro fino a sera, fino all’ultima riga, pagina 237, biografie degli autori comprese.
Non avrei mai detto che quello che a prima vista aveva tutto l’aspetto di un manuale, potesse catturare così a lungo la mia attenzione. Gli utilissimi suggerimenti per tutte le variegate attività outdoor, sono inframmezzati da belle immagini e da pagine di riflessione sul viaggio, la natura, le culture altre. Il tutto è alleggerito dai “taccuini” e cioè dal racconto delle avventure degli autori, fra il fantozziano e lo straordinario. Una lettura davvero godibilissima e per nulla noiosa.
Visto comunque che era mia intenzione godermi questa prima domenica di sole pedalando in brughiera, posso affermare che, almeno per il momento e per me, lo scopo del libro non è stato raggiunto… Adesso però sono pronta. Almeno psicologicamente. Il resto seguirà, forse.
Ma cos’è l’Outdoor? La parola, ormai di uso comune, è troppo semplice per racchiudere non solo la serie di variegate pratiche ricreative, sportive e salutistiche raccolte sotto questo nome, ma soprattutto un modo di pensare e di essere.
Outdoor è l’umano che incontra la natura, non per sfidarla o per sfidare i propri limiti, ma per conoscerla e conoscersi. C’è una componente di gioco, voglia di libertà e di avventura, c’è passione e desiderio di un ambiente naturale incontaminato. Molte delle sue pratiche nascono da strategie di sopravvivenza di popolazioni sperdute e in fondo da quel desiderio di andare e di superare i propri orizzonti che ha guidato la nostra specie nella sua evoluzione. E così la pratica outdoor diventa viaggio nella natura, quella lontana e quella fuori casa.
Outdoor, un manuale che spiega, ma che prima del come o del dove si chiede il perché. E la risposta è l’amore per ciò che sta là fuori.
A.M.

Pubblicato su il reporter

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3 Comments
  1. Rispondi

    laura (Raya)

    28/05/2010

    da “Hanno tutti ragione” di Paolo Sorrentino
    Guardare il mare non è una distrazione adeguata. Ti fa precipitare nel pensiero, che invece devo fuggire con accanimento sistematico. Devo solo distrarmi. La distrazione. La massima invenzione dell’essere umano per continuare a tirare avanti. Per fingere di essere quello che non siamo. Adatti al mondo… A colpi di distrazioni, ti aggrappi al tram della vecchiaia.
    (così vero…cos’ triste…)

  2. Rispondi

    laura (Raya)

    28/05/2010

    Passare un libro a qualcuno risponde alla voglia di condividere lo spettacolo della parola.

  3. Rispondi

    gianni

    09/06/2010

    convinto! lo compero!

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ANNA MASPERO
Como, IT

A come Avventura, B come Bolivia , C come Colombia, M come Mondo… ma anche C come Casa e Cascina Chigollo… Potrebbe essere il titolo del racconto della mia vita di partenze e ritorni. Da mio nonno, soprannominato “Mericàn”, emigrato in Perù e poi ritornato fra le colline della sua Brianza, ho ereditato lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra. Perché di queste due cose sono fatta, un po’ nomade e un po’ stanziale. Andare e ritornare, proprio come le rondini che ancora nidificano sotto i tetti della fattoria del nonno dove vivo…. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini“, scriveva Paul Morand. Il viaggio è stato per me il primo amore. A quarant’anni ho dato le dimissioni dall’Istituto Sperimentale Linguistico dove insegnavo inglese, preferendo la vita a colori del mondo che è fuori, inseguendo nuove partenze e nuovi ritorni, ma sempre con la passione e la curiosità della prima volta.


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