Scritto da il 25/04/2011

A proposito di esternazioni urlate, manifesti offensivi e volgarità, Massimo Gramellini, vicedirettore de La Stampa, a “Che tempo che fa” del 16 aprile ha trovato le parole perfette per esprimere la nausea che provo ogni giorno di più. Ha semplicemente chiesto di ridare un senso alle parole. “Basta. Altrimenti le parole si svuotano e noi diventiamo una babele dove nessuno ascolta più niente, nemmeno il suono della propria voce e ci si condanna al silenzio che echeggia sempre fra le macerie” .

Questo eccesso di esposizione alla maleducazione mediatica e alle parole urlate ci ha reso distratti e assuefatti. Siamo diventati semplici spettatori di una rappresentazione deteriore e drammatica, ormai incapaci di indignazione e alla fine, inevitabilmente, complici. Grazie per le sue parole Dott. Gramellini. Chissà se è rimasto qualcuno capace d’ascolto.

Anna

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2 Comments
  1. Rispondi

    Simone

    27/04/2011

    bene; allora cominciamo a tacere…intanto sforziamoci di non scrivere libri inutili che “Altrimenti le parole si svuotano e noi diventiamo una babele dove nessuno ascolta più niente”…

  2. Rispondi

    Roberta

    28/04/2011

    Io ci sono. Ascolto. E non mi perdo mai Che tempo che fa. Mi restituisce un poco di fiducia in quest’italia alla deriva

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ANNA MASPERO
Como, IT

Ho insegnato inglese, piantato alberi, letto molto e molto viaggiato. Non ho mai smesso di cercare e di pormi domande e sono certa che molte risposte stiano nel viaggio e nei libri. Ho scritto due libri sul viaggio: “A come Avventura, Saggi sull’arte del viaggiare” e “Il Mondo nelle Mani, Divagazioni sul viaggiare”, sono autrice della guida Bolivia e della guida Colombia, tutti editi da Polaris. Collaboro con diverse riviste fra cui LatitudesLife ed Erodoto108. Quando non sono in giro per il mondo, mi trovate nella mia fattoria in Brianza e naturalmente sempre sul mio blog.


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