Le mie Letture

Paura percepita

on
10/07/2008

In questi giorni televisione e giornali dibattono di un fantasma che si aggira nelle città italiane: la paura. Paura di zingari e di rumeni, di neri e di musulmani. Leggendo i quotidiani e ascoltando la TV sembra che gli italiani non temano mafia, camorra e ‘ndangreta, inquinamento ambientale, mancanza di una politica energetica e proliferare di rifiuti… E in effetti gli esperti parlano di “paura percepita”. La realtà, spesso, è un’altra cosa, ma l’importante è trovare un colpevole. Se poi è nero e povero, meglio. Talvolta, più di tanti saggi e interviste, possono essere illuminanti le parole di un poeta, le sole capaci di scavare la carne, evocare la tragedia, suscitare emozione.

Come quelle di Erri De Luca nel suo libro Solo Andata.

… Siamo gli innumerevoli …

lastrichiamo di scheletri il vostro mare per camminarci sopra.

Non potete contarci, se contati aumentiamo

Figli dell’orizzonte che ci rovescia a sacco.

Faremo i servi, i figli che non fate,

nostre vite saranno i vostri libri d’avventura…

Continua Erri de Luca…

DOPO

Non quelli con le scorte alimentari, nessuno di città,

si salveranno indios, balti, masai,

beduini protetti dal vento, mongoli su cavalli,

e poi uno di Napoli nascosto nel Vesuvio,

e un ebreo avvolto in uno sciame di parole,

per tradizione illesi dentro fornaci ardenti.

Si salveranno più donne che uomini,

più pesci che mammiferi,

sparirà il rock and roll, resteranno le preghiere,

scomparirà il denaro, torneranno le conchiglie.

L’umanità sarà poca, meticcia, zingara

e andrà a piedi. Avrà per bottino la vita

la più grande ricchezza da trasmettere ai figli.

 A.M.

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1 Comment
  1. Rispondi

    carlo

    12/07/2008

    Ero orgoglioso di dichiarare la mia nazionalità quando ero in viaggio. In fondo noi italiani siamo benvoluti, non siamo mai stati una vera potenza coloniale e i nostri emigrati hanno lavorato sodo in mezzo mondo,… Adesso mi vergogno. Carlo

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ANNA MASPERO
Como, IT

A come Avventura, B come Bolivia , C come Colombia, M come Mondo… ma anche C come Casa e Cascina Chigollo… Potrebbe essere il titolo del racconto della mia vita di partenze e ritorni. Da mio nonno, soprannominato “Mericàn”, emigrato in Perù e poi ritornato fra le colline della sua Brianza, ho ereditato lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra. Perché di queste due cose sono fatta, un po’ nomade e un po’ stanziale. Andare e ritornare, proprio come le rondini che ancora nidificano sotto i tetti della fattoria del nonno dove vivo…. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini“, scriveva Paul Morand. Il viaggio è stato per me il primo amore. A quarant’anni ho dato le dimissioni dall’Istituto Sperimentale Linguistico dove insegnavo inglese, preferendo la vita a colori del mondo che è fuori, inseguendo nuove partenze e nuovi ritorni, ma sempre con la passione e la curiosità della prima volta.


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