Le mie Letture

Prima di partire scegli con cura il tuo compagno di viaggio

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01/07/2016

guideIl mondo cambia rapidamente rendendo subito obsoleta qualsiasi sua descrizione o rappresentazione. Cambiano le mode e i modi di viaggiare: vacanze più brevi, mete circoscritte e interessi specifici presuppongono guide più maneggevoli e specialistiche.

La possibilità di documentarsi tramite il web rende superflue alcune informazioni pratiche, ma esige guide attendibili e interessanti, capaci di offrire spunti per esperienze non banali e preconfezionate. Ne deriva che anche le guide di viaggio devono darsi un volto e un contenuto nuovo, pena la scomparsa dal mercato. Un mercato che pur facendo riferimento al cartaceo è sempre più aperto alle potenzialità offerte dall’informatica con guide online interattive e open source, aggiornate in tempo reale dai viaggiatori stessi.

Importante allora sapersi orientare non solo in viaggio, ma anche prima della partenza nella scelta della guida più adatta. Meglio non limitarsi alle collane più diffuse, che, essendo tradotte in più lingue e vendute in milioni di copie, tendono inevitabilmente a inflazionare i luoghi e le infrastrutture che descrivono. Utile confrontare i diversi volumi presenti sugli scaffali delle librerie specializzate, facendosi attrarre non solo dalle copertine patinate, ma esaminando anche altri elementi. Se il costo di una guida incide davvero poco sull’economia del viaggio, più importante è la maneggevolezza e, soprattutto per quelle più pratiche, la data di pubblicazione o dell’eventuale aggiornamento. Da non trascurare la presenza di un indice di facile consultazione e di un indice analitico completo. Nelle guide è poi sempre presente una parte descrittiva che può essere articolata per itinerari, per aree geografiche o con le località in ordine alfabetico: ognuno scelga il sistema che meglio lo aiuta a orientarsi.

Promo_100L’attendibilità dei contenuti potrà essere verificata solo sul posto, ma, viaggio dopo viaggio, troveremo sicuramente la collana che fa per noi. Perché non esiste una guida in assoluto migliore delle altre, esiste quella più adatta a un certo viaggiatore e a un certo tipo di viaggio. Di base le guide rientrano in due grandi tipologie: quelle pratiche da consultare e quelle “d’autore” da leggere, anche se non mancano guide che cercano di rispondere a entrambe le esigenze. Chi opta per un pacchetto “all inclusive” o privilegia l’aspetto più prettamente culturale, sceglierà una guida piacevole da leggere e ricca di riferimenti storici, naturalistici e antropologici a seconda dei casi. Il viaggiatore indipendente avrà invece bisogno di una guida particolareggiata con mappe e indirizzi. Se si è esperti nell’uso di web e app, se ci si muove in paesi di cui si parla la lingua e con centri di attenzione al turista funzionanti, la scelta può cadere su guide meno pratiche e più ricche di curiosità e di suggerimenti per andare alla scoperta anche di aspetti insoliti al di fuori dei circuiti turistici abituali. Naturalmente, qualsiasi sia la guida scelta, non bisognerebbe dimenticare di affiancarvi altre letture, pescando in quel grande mare che è la letteratura di viaggio.

Ciò che una guida dovrebbe assolutamente evitare è devitalizzare e musealizzare un paese trasformandolo in un “non-luogo”, con percorsi convenzionali e città fantasma riempite di monumenti e svuotate della presenza umana. Come non dovrebbe spettacolarizzare una cultura, privilegiandone gli stereotipi e gli aspetti folcloristici. Una guida deve invece rivelare le luci e le ombre di un paese, offrire spunti alla ricerca e all’approfondimento individuale, fornire una chiave per aprire la porta di un mondo da esplorare affidandosi all’istinto, alle suggestioni dei luoghi e alle emozioni degli incontri. Deve essere, semplicemente, un buon compagno di viaggio, stimolante, attento, divertente, interessante e su cui poter sempre contare.

Anna

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ANNA MASPERO
Como, IT

A come Avventura, B come Bolivia , C come Colombia, M come Mondo… ma anche C come Casa e Cascina Chigollo… Potrebbe essere il titolo del racconto della mia vita di partenze e ritorni. Da mio nonno, soprannominato “Mericàn”, emigrato in Perù e poi ritornato fra le colline della sua Brianza, ho ereditato lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra. Perché di queste due cose sono fatta, un po’ nomade e un po’ stanziale. Andare e ritornare, proprio come le rondini che ancora nidificano sotto i tetti della fattoria del nonno dove vivo…. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini“, scriveva Paul Morand. Il viaggio è stato per me il primo amore. A quarant’anni ho dato le dimissioni dall’Istituto Sperimentale Linguistico dove insegnavo inglese, preferendo la vita a colori del mondo che è fuori, inseguendo nuove partenze e nuovi ritorni, ma sempre con la passione e la curiosità della prima volta.


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