Il Senso del Viaggio

Reporter di pace

Scritto da il 01/06/2012

L’ultimo post era dedicato ai reporter di guerra. Giornalisti e fotografi di professione che continuano a raccontarci anche quei paesi “off limits” per il turismo a causa di conflitti più o meno dichiarati o di varie calamità.Purtroppo con le guerre il nostro viaggiare si trova a fare sempre più i conti. Secondo Reporter sans frontières, il numero dei paesi considerati pericolosi continua ad aumentare: erano “soltanto” diciannove nel 2002 mentre oggi sono quaranta. Lévi Strauss scriveva che “Il compito degli etnologi è quello di testimoniare che il nostro modo di vivere non è l’unico possibile, che ne esistono altri in cui gli uomini vivono felici”. Il compito dei reporter di guerra è al contrario quello di denunciare che ci sono popoli che hanno dimenticato il significato e la bellezza della parola pace o semplicemente normalità.

E noi? Cosa possiamo dunque fare noi visitatori occasionali? La passione per il viaggio si sposa naturalmente con l’amore per i luoghi e l’interesse per la gente. E ci è quindi naturale provare un più forte senso di vicinanza e di partecipazione per ciò che avviene altrove, ancor più se in luoghi dove siamo stati, dove abbiamo incontrato chi ci abita e siamo stati loro ospiti. Nonostante siamo tutti ormai anestetizzati dall’overdose di attentati e di guerre cui ci sottopongono quotidianamente i media, ascoltando di stragi orrende come quelle recentissime in Siria e in Yemen, non possiamo non provare empatia e compassione per chi vi abita. Empateia e sympàtheia: due parole che nella loro origine greca si assomigliano e meglio ne rendono il significato, dai prefissi en “dentro” e syn “insieme” uniti alla radice pathos “sofferenza” o “sentimento”. Quel che possiamo fare è diventare un poco testimoni, pur senza improvvisazioni e senza correre rischi inutili. Come? Ponendoci domande, cercando di capire e di testimoniare le realtà che incontriamo, andando oltre gli esotismi del turismo di massa come i facili stereotipi e i pregiudizi, rimanendo aperti all’incontro, all’ascolto e al dialogo, qui come altrove. Perché, come ci ricorda Albert Einstein, “Il mondo è un posto pericoloso non tanto per via di coloro che fanno il male, ma per coloro che guardano e non fanno niente”. Possiamo essere dei “reporter di pace”.

Per approfondire il tema, ancora un invito a una mostra, il Festival di Fotografia Europea a Reggio Emilia fino al 24 giugno, con decine di mostre di grandi fotografi come di semplici testimoni di un mondo che cambia.

Anna
Pubblicato su il reporter –Parole Nomadi – Testimoni

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ANNA MASPERO
Como, IT

Ho insegnato inglese, piantato alberi, letto molto e molto viaggiato. Non ho mai smesso di cercare e di pormi domande e sono certa che molte risposte stiano nel viaggio e nei libri. Ho scritto due libri sul viaggio: “A come Avventura, Saggi sull’arte del viaggiare” e “Il Mondo nelle Mani, Divagazioni sul viaggiare”, sono autrice della guida Bolivia e della guida Colombia, tutti editi da Polaris. Collaboro con diverse riviste fra cui LatitudesLife ed Erodoto108. Quando non sono in giro per il mondo, mi trovate nella mia fattoria in Brianza e naturalmente sempre sul mio blog.


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