on
31/08/2015

Say-YesNel mio giardino c’è un angolo dedicato alla memoria. Ci sono inumate delle ceneri e qualcuno potrebbe chiamarlo cimitero, ma è molto più allegro di un cimitero: a primavera fioriscono i cornus e la ginestra e davanti c’è un’orizzonte verde di boschi e colline. Oggi ho pensato che questo mio piccolo sancta sanctorum non sarà per me solo il luogo della memoria, ma anche quello dell’olvido (uso la parola spagnola perché non mi piace quella italiana, “dimenticanza”, che assomiglia a sbadataggine).

Lo spunto per questa riflessione mi è venuto da un’iniziativa per questa sera di fine agosto dell’associazione comasca  AttivaMente: “Fare Spazio, Capodanno Estivo 2015”. L’inizio di settembre è, forse più che il primo gennaio, l’inizio di un nuovo anno: si ritorna al lavoro, agli impegni, si fanno nuovi progetti… E allora proviamo a lasciare andare via qualcosa del passato per accogliere il nuovo, per camminare più leggeri, per rivolgere lo sguardo e la mente al futuro. L’invito dell’associazione è ritrovarsi portando un oggetto che abbia un valore affettivo e del quale pensiamo di non avere più bisogno, un oggetto significativo e rappresentativo di cui, per qualche motivo, non riusciamo a liberarci, ma che sappiamo che è ora di lasciare andare… Una riflessione e un gesto che ciascuno di noi può fare anche da solo, questa sera, prima di iniziare il nuovo “anno”, per dire di sì a nuovi progetti. “Say Yes to new adventures”!

Anna

luna E’ mezzanotte e, alla luce della luna, ho fatto il mio piccolo falò di ciò che voglio lasciar andare…

Buon inizio!

TAGS
RELATED POSTS
ANNA MASPERO
Como, IT

A come Avventura, B come Bolivia , C come Colombia, M come Mondo… ma anche C come Casa e Cascina Chigollo… Potrebbe essere il titolo del racconto della mia vita di partenze e ritorni. Da mio nonno, soprannominato “Mericàn”, emigrato in Perù e poi ritornato fra le colline della sua Brianza, ho ereditato lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra. Perché di queste due cose sono fatta, un po’ nomade e un po’ stanziale. Andare e ritornare, proprio come le rondini che ancora nidificano sotto i tetti della fattoria del nonno dove vivo…. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini“, scriveva Paul Morand. Il viaggio è stato per me il primo amore. A quarant’anni ho dato le dimissioni dall’Istituto Sperimentale Linguistico dove insegnavo inglese, preferendo la vita a colori del mondo che è fuori, inseguendo nuove partenze e nuovi ritorni, ma sempre con la passione e la curiosità della prima volta.


I MIEI LIBRI