Pensieri in libertà

Settembre in festival

on
29/09/2014

Il Festival dell’Erranza a Piedimonte Matese, Immagimondo a Lecco, Il Festival della Letteratura di Viaggio a Roma e poi le presentazioni del mio libro e le serate di kel12: un settembre in viaggio e ricco di incontri. Grazie a tutti gli organizzatori, ai tanti viaggiatori incontrati e agli amici che ho potuto rivedere! Ovviamente non ci sono stati solo i festival e gli incontri, visto che gli impegni sono anche su altri fronti (la domanda più difficile a cui rispondere è sempre di cosa mi occupo…).

Ora sto tornando alla base. Al lavoro qui e per Polaris per i diversi progetti da sviluppare. E naturalmente  anche sul mio blog, la mia casa virtuale, che ha inevitabilmente sofferto nel travaso di dati da un format all’altro, come avviene in ogni trasloco, ma che è decisamente soddisfatto del nuovo aspetto. Buoni propositi tanti, come sempre quando si riprende dopo l’estate, ma soprattutto vorrei anche avere tempo… Già l’avevo detto, anzi, più grave, l’avevo scritto e pubblicato!

“Sono sempre occupata e, anche quando non lo sono, mi occupo da sola in una sorta di attivismo patologico per cui devo per forza fare qualcosa (parlare-leggere-mangiare-telefonare-prendere appunti-lavorare), meglio se più cose insieme e nel minor tempo possibile. Forse perché sono cose importanti. O forse perché mi fanno sentire importante. Forse per entrambi i motivi, ma si sa che nessuno di noi è davvero necessario. Vorrei riprendermi il tempo. Ho voglia di fermarmi ad ascoltare. Voglio sentire la vita. La primavera che arriva e le giornate che si allungano. L’autunno che accarezza i boschi e l’inverno che addormenta i prati. Voglio parlare con il mio vicino. Essere gentile. Sorridere. Leggere. Camminare (lentamente). Voglio perdere tempo. Avere un attimo in cui posso pensare di non dovere fare nulla. Stare in ozio. Guardare un film stupido. Fare una telefonata lunga un’ora. Stare ferma, o meglio girare al ritmo della terra. Fare la pace con il tempo. C’è un tempo per tutto, e adesso vorrei fosse il momento di avere tempo. Non solo avere del tempo libero, ma anche del tempo vuoto, senza obiettivi da conseguire. (…). Non devo più conquistare il mondo, ma vorrei farmi conquistare dal mondo. Se non è possibile schiacciare il tasto REWIND, come in un film su cassetta, posso però forse mettere il nastro della vita in pause prima che qualcuno prema STOP… Perché, se non ora, quando?” (Da “Il Mondo nelle Mani”).

Anna

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ANNA MASPERO
Como, IT

A come Avventura, B come Bolivia , C come Colombia, M come Mondo… ma anche C come Casa e Cascina Chigollo… Potrebbe essere il titolo del racconto della mia vita di partenze e ritorni. Da mio nonno, soprannominato “Mericàn”, emigrato in Perù e poi ritornato fra le colline della sua Brianza, ho ereditato lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra. Perché di queste due cose sono fatta, un po’ nomade e un po’ stanziale. Andare e ritornare, proprio come le rondini che ancora nidificano sotto i tetti della fattoria del nonno dove vivo…. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini“, scriveva Paul Morand. Il viaggio è stato per me il primo amore. A quarant’anni ho dato le dimissioni dall’Istituto Sperimentale Linguistico dove insegnavo inglese, preferendo la vita a colori del mondo che è fuori, inseguendo nuove partenze e nuovi ritorni, ma sempre con la passione e la curiosità della prima volta.


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