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Tecnologia e poesia, disperazione e speranza

Scritto da il 15/02/2014

Avevo visto la foto a tutta pagina di John Stanmeyer in un reportage sul National Geographic di dicembre. Mi aveva colpito perché così diversa dalle solite, capace di far convivere dentro un’immagine concetti quasi opposti come tecnologia e poesia, disperazione e speranza. E’ diventata la foto dell’anno 2013 vincendo il World Press Photo 2014. Ritrae un gruppo di migranti, di notte, sulla spiaggia di Djibouti che alzano i loro cellulari cercando di prendere il segnale dalla vicina Somalia. Perlomeno  per una volta non è una foto di morte.

Scrive Alessia Glaviano, una dei giurati: “Djibouti è un punto di sosta comune per coloro che cercano di lasciare la Somalia, l’Etiopia e l’Eritrea per migrare verso l’Europa o il Medio Oriente in cerca di una vita migliore. È un’immagine straordinariamente poetica piena di simbolismo e significato. Le persone sono ritratte come sagome in silhouettes contro il buio della notte illuminata solo dalla luna la cui luce fa eco con gli schermi dei cellulari illuminati. E’ impossibile rilevare le caratteristiche del viso della gente, sono sconosciute proprio come la condizione della maggior parte di queste persone dimenticate dal mondo, lasciate appese tra una civiltà che non permette loro di sopravvivere e un’altra che non le consente di integrarsi. I telefoni cellulari, un’appendice necessaria a tutti noi, sembrano creare un ponte tra questi due mondi, tra noi e loro, tra passato e futuro.”

Per chi vuiol vedere le foto vincitrici qui tutte le location. L’appuntamento per i milanesi è come sempre in Corso Como 10 alla Galleria Carla Sozzani dal 10 maggio all’8 giugno e per i romani dal 3 al 23 maggio al Museo di Roma in Trastevere. Per chi si accontenta di vedere le foto vincitrici online è sufficiente cliccare qui.

Anna

 

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ANNA MASPERO
Como, IT

Ho insegnato inglese, piantato alberi, letto molto e molto viaggiato. Non ho mai smesso di cercare e di pormi domande e sono certa che molte risposte stiano nel viaggio e nei libri. Ho scritto due libri sul viaggio: “A come Avventura, Saggi sull’arte del viaggiare” e “Il Mondo nelle Mani, Divagazioni sul viaggiare”, sono autrice della guida Bolivia e della guida Colombia, tutti editi da Polaris. Collaboro con diverse riviste fra cui LatitudesLife ed Erodoto108. Quando non sono in giro per il mondo, mi trovate nella mia fattoria in Brianza e naturalmente sempre sul mio blog.


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