Racconti di Viaggio

Varanasi senza parole

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28/12/2019

Di Varanasi è già stato detto e scritto tutto. Più che una città da raccontare è un’esperienza in cui immergersi senza fare troppo gli schizzinosi e lasciando che siano i nostri sensi a viverla attraverso la vista, l’udito e l’olfatto.

È la città più santa delle sette città sante dell’India, ma più che spiritualità e misticismo si respira ritualità, con aarti e puja, pellegrini e asceti veri e falsi, offerte e cremazioni non stop 24 ore su 24, come il fuoco sacro con cui si accendono le pire funerarie, che arde ininterrottamente da migliaia di anni.

Allora forse qualche immagine è meglio delle parole per cercare di trasmetterne l’atmosfera.

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ANNA MASPERO
Como, IT

A come Avventura, B come Bolivia , C come Colombia, M come Mondo… ma anche C come Casa e Cascina Chigollo… Potrebbe essere il titolo del racconto della mia vita di partenze e ritorni. Da mio nonno, soprannominato “Mericàn”, emigrato in Perù e poi ritornato fra le colline della sua Brianza, ho ereditato lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra. Perché di queste due cose sono fatta, un po’ nomade e un po’ stanziale. Andare e ritornare, proprio come le rondini che ancora nidificano sotto i tetti della fattoria del nonno dove vivo…. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini“, scriveva Paul Morand. Il viaggio è stato per me il primo amore. A quarant’anni ho dato le dimissioni dall’Istituto Sperimentale Linguistico dove insegnavo inglese, preferendo la vita a colori del mondo che è fuori, inseguendo nuove partenze e nuovi ritorni, ma sempre con la passione e la curiosità della prima volta.


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