Le mie Letture

Viaggi e altri viaggi

Scritto da il 25/03/2012

Lo scrittore Antonio Tabucchi si è spento oggi 25 marzo nell’amata Lisbona. “Il viaggio trova senso solo in se stesso, nell’essere viaggio… è come la nostra esistenza il cui senso principale è l’essere vissuta”, scriveva in “Viaggi e altri Viaggi” pubblicato nel 2010. E lui certo aveva vissuto, aveva letto e scritto e viaggiato e amato. Per ricordarlo ripubblico la recensione a questo suo libro con l’invito a leggerlo o a rileggerlo. A questo link un’intervista allo scrittore proprio su “Viaggi e altri viaggi”.

Antonio Tabucchi “Viaggi e altri viaggi”,  Feltrinelli 2010 – Ean 9788807018220

C’è chi scrive per viaggiare e chi viaggia per scrivere. Non è questo il caso di Antonio Tabucchi. I viaggi raccolti nel suo ultimo libro sono tessere di quel puzzle che è il suo mondo e il suo cammino esistenziale, ma nessuno è stato fatto, come invece avviene per tanti altri scrittori di mestiere, con l’intenzione di trasformarlo poi in letteratura di viaggio. Tabucchi semplicemente viaggia per viaggiare. E scrive per scrivere. E vive per vivere. Perché “Il viaggio trova senso solo in se stesso, nell’essere viaggio… è come la nostra esistenza il cui senso principale è l’essere vissuta”, scrive nell’intensa nota introduttiva.

Il libro racconta di luoghi cui Tabucchi sente di appartenere, come la sua Toscana e l’amato Portogallo e di altri come Parigi che, ancora ragazzo, gli hanno dischiuso le porte del mondo. Racconta di altrove vicini e lontani, l’Europa e New York, Buenos Aires e Kyoto e poi l’Egitto, l’India, l’Estremo Oriente, l’Australia e il Messico… “Viaggi ed altri viaggi” è un invito a partire, ma non facendo leva sulla curiosità del lettore per improbabili ed esotici altrove, bensì scoprendo il diverso nel familiare. Racconta di città e paesi, geografie dell’anima che ci guidano dentro il senso del viaggio. Il suo sguardo si nutre di sensibilità e di letture, di ricordi e di incontri, di luoghi e di persone. Tappa dopo tappa ci insegna a osservare, a vedere, a trovare. Tabucchi ha viaggiato molto, e questo, lo ammette, è “un grande privilegio, perché posare i piedi sul medesimo suolo per tutta la vita può provocare un pericoloso equivoco, farci credere che quella terra ci appartenga”. Tanti luoghi visitati, rivisitati e vissuti gli hanno fatto capire che la terra, come tutto nella vita, ci è data solo in prestito e a tempo determinato. Ma i suoi viaggi gli hanno fatto anche scoprire “insieme alla bellezza, la diversità del mondo … Non è vero che il mondo è piccolo. Non è neppure vero che è un villaggio globale, come pretendono i mass media. Il mondo è grande e diverso. Per questo è bello: perché è grande e diverso, ed è impossibile conoscerlo tutto”. All’autore non basta il luogo dove è nato o dove è vissuto. Gli è necessario il mondo per andare alla scoperta di sé attraverso l’altro. Che è poi il senso più profondo del viaggiare.

Anna

Pubblicato su il reporter

TAGS
RELATED POSTS

LASCIA UN COMMENTO

ANNA MASPERO
Como, IT

Ho insegnato inglese, piantato alberi, letto molto e molto viaggiato. Non ho mai smesso di cercare e di pormi domande e sono certa che molte risposte stiano nel viaggio e nei libri. Ho scritto due libri sul viaggio: “A come Avventura, Saggi sull’arte del viaggiare” e “Il Mondo nelle Mani, Divagazioni sul viaggiare”, sono autrice della guida Bolivia e della guida Colombia, tutti editi da Polaris. Collaboro con diverse riviste fra cui LatitudesLife ed Erodoto108. Quando non sono in giro per il mondo, mi trovate nella mia fattoria in Brianza e naturalmente sempre sul mio blog.


Collaborazioni

I MIEI LIBRI