Il Senso del Viaggio Le mie Letture

Viaggi Mordi e Fuggi

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03/04/2009

Un articolo di Beppe Severgnini, come sempre in raro equilibrio fra ironia e buonsenso sui viaggi mordi e fuggi…

..Viaggi “mordi e fuggi”. Ecco le 10 regole d’oro – Come sfruttare al meglio le visite (brevi) delle città

Il viaggio breve è una spe­cialità insidio­sa: si rischiano molti errori in poco tempo. Compresso in un fine settimana, o agganciato a una trasferta di lavoro, si porta appresso ansia e sensi di colpa. Perché non accada, una buona guida è importante — ecco il senso dell’iniziativa del Corriere — ma è bene aggiungere alcuni accorgimenti.

1 Curiosità!
Non esistono posti noiosi

Esistono solo posti più o me­no adatti allo nostro umore in un certo momento (e l’umore di­pende da tante cose: stanchezza, compagnia, sole o pioggia, pre­parazione e alimentazione, abbi­gliamento e atteggiamento). È ovvio: esistono città clamorosa­mente belle e città da scoprire. Nessuno può negare che Manto­va — un gioiello architettonico, naturale, civico, culturale e culi­nario — sia più attraente della mia Crema, per un turista. Ma an­che Crema ha molto fascino (e of­fre tortelli migliori, che non gua­sta).

2 Elasticità!
Occhi e orec­chi aperti, naso attento, stomaco democratico

Il turista è masochista, lo sap­piamo. Ma se esagera, e poi met­te il muso, è uno sciocco. Per ca­pire un posto occorre ascoltare (soprattutto i residenti), guarda­re (quello che succede e quello che non succede), annusare (il «rinonauta» sa che gli odori so­no esplicativi ed evocativi). Sto­maco: tra incoscienza alimenta­re e digiuno esiste una via di mezzo. Se il vostro viaggio breve consiste in quattro pasti lunghi, avete un problema.

3 Serendipity!
Organizza­re, ma non troppo

I viaggi vanno preparati: leg­gete, girate in rete, programma­te. Evitate però di pianificare tutto, riempiendo ogni momen­to della giornata. Siete turisti, non uomini d’affari. Se non la­sciate spazio alle coincidenze e alle sorprese, queste se ne guar­deranno bene dal farvi visita. Se­rendipity: trovare quello che non si cerca. Fatene il vostro motto.

4 Pazienza!
Non esiste un viaggio senza un inconve­niente

Non c’è dubbio che i viaggi si­ano soggetti a contrattempi. Tut­to dipende dall’atteggiamento con cui si affrontano. Motivi per lamentarsi si trovano sempre. Le persone intelligenti affrontano le piccole difficoltà con leggerez­za. Così, se arrivano le difficoltà vere, hanno riserve fisiche e ner­vose per superarle.

5 Diffidenza!
Se legge­te/ sentite Vip, Elite, Exclusive!, alla larga

Nel turismo, come nella vita, c’è di tutto: anche parecchio cini­smo (da una parte) e molta inge­nuità (dall’altra). L’esclusività di massa è una contraddizione in termini, ma è il sogno di chi ven­de. Permette di fare pagare mol­to a tanti. Alcuni operatori pensa­no che basti usare parole come Zona Vip o Exclusive Resort per acchiappare il pollo. E purtrop­po, spesso, riescono nell’impre­sa.

6 Calma!
Qualche pausa, molto sonno

Il senso del dovere è una male­dizione, per alcuni viaggiatori. In uno dei miei libri, il Manuale dell’Imperfetto Viaggiatore, rac­conto dei «forzati del museo»: finché non hanno esaurito tutte le sale, non escono. Le tipologie — scusate: le patologie — so­no molte e insidiose. Con­cedetevi pause e mo­menti tranquilli. Re­stare seduti in un caf­fé guardando la vita che passa è il mo­do migliore per as­sorbire e capire una città.

7 Apertura!
Cer­care posti nuo­vi, godersi i posti vecchi
Scoprire un posto nuo­vo è eccitante. Ma anche torna­re è un’arte. Rivedere i posti ha un fascino speciale. Ricordi e confronti aiutano la mente e scal­dano il cuore. C’è chi, arrivato a una certa età, fa solo questo: non vuole vedere, preferisce rive­dere. L’arte del ritorno, in effetti, richiede abilità e assiduità. L’im­portante è non esagerare.

8 Egoismo!
Segui i tuoi in­teressi

Mi piacciono le città, i treni, l’aria del nord, la gente del sud, il profumo d’estate, i porti e i fiu­mi. Mi piacciono meno i villaggi turistici, i viaggi culturali, i mu­sei e i parchi a tema (c’è già l’Ita­lia, basta e avanza). Siate altret­tanti drastici, non lasciatevi svia­re e tentare: ve ne pentireste.

9 Preparazione!
La regola d’oro del bagaglio: poco, ma buono

L’ansia-da-valigia è un sinto­mo. Vuol dire: non avete idea di ciò che state facendo. Un consi­glio: portate poco, per un fine settimana basta una borsa (parlo di maschi: i bagagli femminili sfuggono alla mia competenza, e talvolta alla mia comprensione). «Chi vuol viaggiare felice deve viaggiare leggero», raccomanda­va Saint-Exupéry. Aveva ragio­ne. Ma al Piccolo Principe proba­bilmente la valigia la faceva qual­cun altro.

10 Tolleranza!
Ogni viag­gio è uno spettacolo.

A pensarci bene, anche ogni viaggiatore La misantropia non s’addice al viaggiatore. Se non amate la gente, state a casa vostra (dove litigherete col portinaio e i vici­ni). Il viaggio è il momento in cui la commedia umana tocca al­tezze sublimi. Godetevela, e ap­plaudite silenziosamente. Torne­rete migliori.

Beppe Severgnini

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ANNA MASPERO
Como, IT

Ho insegnato inglese, piantato alberi, letto molto e molto viaggiato. Non ho mai smesso di cercare e di pormi domande e sono certa che molte risposte stiano nel viaggio e nei libri. Ho scritto due libri sul viaggio: “A come Avventura, Saggi sull’arte del viaggiare” e “Il Mondo nelle Mani, Divagazioni sul viaggiare”, sono autrice della guida Bolivia e della guida Colombia, tutti editi da Polaris. Collaboro con diverse riviste fra cui LatitudesLife ed Erodoto108. Quando non sono in giro per il mondo, mi trovate nella mia fattoria in Brianza e naturalmente sempre sul mio blog.


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