Le mie Letture

Viaggio a Macondo

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09/11/2016

MACONDO – The world of Gabriel García Márquez di Fausto Giaccone
Testi di Gerald Martin e Giovanni Chiaramonte
Editore: Postcart – Pagine: 128 – € 40,00 – 2013
Testo italiano e inglese – 74 foto in tricromia

Macondo del fotografo Fausto Giaccone racconta la Colombia dello scrittore Premio Nobel Gabriel García Márquez: un progetto diventato libro per le edizioni Postcart nel 2013 dopo vent’anni di ricerche d’archivio e viaggi on the road. Sessantasette foto in bianco e nero scattate su pellicola con una vecchia Rolleiflex degli anni ’60 ci trasportano fra la gente, dentro le antiche case e nei luoghi della “Costa”, la regione della Colombia caraibica che ha ispirato Marquez. Proprio attraverso il suo romanzo più famoso, Cent’anni di solitudine. ho viaggiato per la prima volta nella magia dell’America Latina e ora ritrovo questa stessa magia nelle foto di Giaccone.

Dicono che Marquez fosse un visionario, ma non ha dovuto chiedere molto all’immaginazione, perché c’era già tutto lì, nella sua Colombia: anche se le mappe non riportano un villaggio con questo nome, Macondo esiste e ha tutta la realtà della vita vera, è il paesino di Aracataca dove lo scrittore è nato e cresciuto ascoltando i racconti fantastici della nonna Tranquilina e dove in compagnia del nonno ha visto il suo primo film al cinema-teatro Olimpia.

Giaccone ferma nel tempo un mondo sopravvissuto all’oblio di centinaia di anni di solitudine, un universo che mescola realtà e magia, ma mai finzione. Ci restituisce con amore e rispetto la sua gente allegra e triste, dimentica e dimenticata in quel Macondo che nel linguaggio comune è diventato sinonimo di sottosviluppo e oppressione. La fotografia è lo strumento perfetto per raccontare l’atmosfera sospesa, l’eterno presente, il tempo circolare che caratterizzano il realismo magico di Cent’anni di Solitudine

Le foto di Giaccone sono un invito alla lettura o alla rilettura del capolavoro di Marquez. E per i più curiosi, per gli appassionati non solo di letteratura ma anche di fotografia e di viaggi, sono un invito a fare i bagagli e a partire per quel Caribe colombiano da lui magistralmente e magicamente ricreato.

Anna

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ANNA MASPERO
Como, IT

A come Avventura, B come Bolivia , C come Colombia, M come Mondo… ma anche C come Casa e Cascina Chigollo… Potrebbe essere il titolo del racconto della mia vita di partenze e ritorni. Da mio nonno, soprannominato “Mericàn”, emigrato in Perù e poi ritornato fra le colline della sua Brianza, ho ereditato lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra. Perché di queste due cose sono fatta, un po’ nomade e un po’ stanziale. Andare e ritornare, proprio come le rondini che ancora nidificano sotto i tetti della fattoria del nonno dove vivo…. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini“, scriveva Paul Morand. Il viaggio è stato per me il primo amore. A quarant’anni ho dato le dimissioni dall’Istituto Sperimentale Linguistico dove insegnavo inglese, preferendo la vita a colori del mondo che è fuori, inseguendo nuove partenze e nuovi ritorni, ma sempre con la passione e la curiosità della prima volta.


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