Racconti di Viaggio

VVV: Valencia Vale un Viaggio

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26/04/2024

Una settimana a Valencia non è certo sufficiente per darne un giudizio approfondito, ma a pelle posso dire che termini spesso abusati quali “intelligente”, “ecosostenibile” e “friendly” le si adattano invece a pennello. Valencia è la terza città più grande della Spagna dopo Madrid e Barcellona, ma vi si respira aria pulita, addirittura profumata, forse per la vicinanza del mare, forse per i suoi tanti alberi in fiore e, a differenza delle due sorelle maggiori, non è ancora così inflazionata dal turismo se si evitano i periodi di maggior afflusso. Offre il valore aggiunto di essere facilmente raggiungibile con un volo lowcost, avere un clima mediterraneo, una gastronomia di tutto rispetto e costi accettabili e soprattutto è una città vivibile. Nominata Capitale Mondiale del Design nel 2022 e Capitale Verde Europea nel 2024, è rilassata, dinamica, giovane e innovativa, pur non rinunciando alle tradizioni, come la celebrazione delle famose fallas o il sopravvivere dell’antica istituzione del Tribunale delle acque. Non ultimo, con i suoi 160 km di piste ciclabili continue, è un sogno per gli amanti della bicicletta.

Ci ero stata da giovanissima di passaggio con un interrail e la ricordavo appena, così questa non è stata una riscoperta, ma una vera prima volta. Valencia è riuscita a sorprendermi. È una città di mare, ma il mare lo si deve andare a cercare e camminando nella città vecchia quasi lo si dimentica. È attraversata dal letto del fiume Turia, con tanto di argini e ponti in pietra, ma dopo le inondazioni degli anni ’50 il suo corso è stato deviato trasformandolo nei Jardí del Túria, un “fiume verde” di nove chilometri che permette alla città di respirare, mitiga il clima, filtra l’acqua nel sottosuolo e offre un immenso parco urbano, un “central park” dove camminare, correre e fare sport. Un caso unico al mondo per quanto ne so! E proprio qui, a pochi passi dalla Ciutat Vella con i suoi oltre 2000 anni di storia, è sorta la futuristica Città delle Arti e della Scienza con gli iconici palazzi bianchi progettati dall’architetto Calatrava, originario di Valencia, che ne ridisegnano lo skyline. Vi trovano posto il Palazzo della Musica, il Palazzo delle Arti, l’Hemisfèric, il Museo delle Scienze, l’Umbracle, l’Agorà e l’Oceanografico, l’acquario più grande d’Europa.

Varcate le antiche porte della città, Torres de Serranos e Torres de Quart, si entra nella Ciutat Vella, uno dei centri storici più estesi d’Europa. Si cammina tra piazze, palazzi e chiese con molti luoghi di culto costruiti su resti romani e su moschee del periodo islamico. Si passa dall’architettura romanico-gotica della Lonja de la Seda (Borsa della Seta, Patrimonio dell’Umanità), della Cattedrale (dove sono custoditi quelli che secondo la tradizione sarebbero il sacro Graal e una scheggia della croce di Cristo) e della Torre del Miguelete, a chiese barocche e a gioielli modernisti come il Mercado Central, quello de Colón e la Estacion del Norte. Le chiese più belle sono però la Iglesia de San Nicolás, detta anche la Cappella Sistina spagnola, ricoperta da affreschi barocchi e la Iglesia de San Juan del Hospital, la prima costruita dopo la conquista cristiana ed esempio di transizione tra lo stile romanico e quello gotico. Da non perdere anche una visita alla chiesa del Patriarca con un alligatore all’ingresso… Molti i musei (Museo Archeologico dell’Almoina, IVAM Museo di arte moderna, Museo delle Belle Arti con una sala dedicata al “pittore della luce”, il valenciano Joaquin Sorolla), le gallerie (Centro d’arte Hortensia Herrero nel Palacio Valeriola in stile barocco) e i centri culturali (Bombas Gens, El Carmen, MUVIM…).

È piacevole passeggiare nei vecchi quartieri, soprattutto nell’antico quartiere del Carmen o fra i negozi e i ristoranti del quartiere di Ruzafa o raggiungere l’Edificio dell’Orologio e i Tinglados del porto sul lungomare collegato al centro da autobus e tram oltre che naturalmente dal “fiume verde”. Qui ci sono chilometri di spiagge e il quartiere di El Cabanyal, un tempo di pescatori, ora meta affollata per i suoi ritrovi, bar e ristoranti dove gustare prodotti tipici come la paella valenciana e l’Agua de Valencia (va giù appunto come acqua, ma in realtà è alcolica anche se con una base di succo d’arancia).

A soli 10 Km dalla città c’è la riserva naturale protetta di Albufera, un paradiso ecologico che aspira a diventare riserva della biosfera, raggiungibile in bus o in bicicletta lungo una pista ciclabile. Si costeggiano le spiagge di El Saler, La Garrofera e infine La Devesa lunga 10 km con un doppio cordone di dune, una splendida pineta e, all’interno fra le risaie, la più grande laguna d’acqua dolce della Spagna. Qui è stato fortunatamente bloccato negli anni ‘60 il progetto di una marina, anche se alcuni orrendi palazzoni spuntano fra i cordoni di dune a testimonianza dello scempio progettato. 

 

 

Un altro giro in bicicletta, più breve ma molto variato, porta lungo i Jardí del Túria fino alla marina, poi lungo le spiagge a nord della città per rientrare attraverso l’Alboraia e le coltivazioni de l’Horta.

Nei dintorni di Valencia ci sono diverse escursioni possibili in auto: Sagunto per gli appassionati di archeologia, El Puig e Gandía per chi ama la storia, Requena e l’itinerario del vino, i villaggi di Bocairent all’interno, Peñiscola e Castellón sul mare. Io consiglio il paese di Chulilla (km.130 A/R) a un’oretta di auto da Valencia con la bella passeggiata di una decina di km fra le gole e del suo canyon lungo la ruta de los puentes colgantes o de los Pantaneros.

 

 

E a due ore di auto nella regione di Teruel il borgo rosso di Albarracín (km.362 A/R), considerato uno dei più belli di Spagna, con la camminata delle pitture rupestri a 5 km dal paese. Sulla via del ritorno, se ancora non si è stanchi, si può fare tappa in un altro borgo, Rubielos de Mora.

Morale: Valencia non solo vale un viaggio, ma quasi quasi ci vado a vivere… 😉

INFOUTILI 

  • Voli con Ryanair. Aeroporto Valencia-Manises collegato al centro tramite la metropolitana. In città ottimo servizio di trasporti metro/bus/tram e fantastiche piste ciclabili (basta la bici muscolare, non serve l’ebike). Il centro è facilmente girabile a piedi.
  • Adatta per ogni stagione, il clima è mediterraneo, piacevole soprattutto in primavera/autunno.
  • Lingua spagnola, diffuso il valenciano.
  • Tempo consigliato: 4/5 giorni, 7/10 con i dintorni.
  • Hotel: Bilocale Chic & Comfortable Apartment, Dr Zamenhof 17, Extramurs: posizione ottima e tranquilla, vicino alla città vecchia, ai Jardí del Túria e al giardino botanico.
  • Ristoranti: per il pesce il ristorante Casa Montaña a El Cabanyal (prenotare per tempo). Altra ottima scelta, questa volta in centro, la Marisqueria Odisea: si sceglie il proprio pesce che viene pesato, cucinato e mangiato.
  • https://www.visitvalencia.com
  • https://www.spagna.info/comunita-valenciana/valencia
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ANNA MASPERO
Como, IT

A come Avventura, B come Bolivia , C come Colombia, M come Mondo… ma anche C come Casa e Cascina Chigollo… Potrebbe essere il titolo del racconto della mia vita di partenze e ritorni. Da mio nonno, soprannominato “Mericàn”, emigrato in Perù e poi ritornato fra le colline della sua Brianza, ho ereditato lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra. Perché di queste due cose sono fatta, un po’ nomade e un po’ stanziale. Andare e ritornare, proprio come le rondini che ancora nidificano sotto i tetti della fattoria del nonno dove vivo…. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini“, scriveva Paul Morand. Il viaggio è stato per me il primo amore. A quarant’anni ho dato le dimissioni dall’Istituto Sperimentale Linguistico dove insegnavo inglese, preferendo la vita a colori del mondo che è fuori, inseguendo nuove partenze e nuovi ritorni, ma sempre con la passione e la curiosità della prima volta.


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