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24/09/2015

Pausa di riflessione: ho premuto il tasto STOP. Per ricordarmene ho fatto un piccolo cambiamento sul muro del soggiorno e su quello mentale dove attacco i miei pensieri: WHY WAIT? è diventato WHY? WAIT!  E’ necessario premere STOP, o anche semplicemente PAUSE, per poter premere di nuovo PLAY o, se preferite, bisogna scrivere la parola FINE per poter scrivere anche la parola INIZIO, per essere sempre aperti a nuove avventure e a nuovi mondi come recita la T-shirt cui sono più affezionata.

In una recente intervista, Federico Rampini spiegava che in cinese mandarino i vocaboli “crisi” e “opportunità” si dicono nello stesso modo, e una ragione ci sarà pure. In effetti, per qualche strano e sfortunato motivo, sembra siano sempre più istruttive le esperienze che ci lasciano un po’ ammaccati. E’ in fondo lo stesso concetto o atteggiamento positivo che oggi in molti amano chiamare “resilienza”, un termine un po’ difficile, ma utile da conoscere e da praticare (o almeno provarci). Secondo il dizionario “in ingegneria è la capacità di un materiale di resistere a urti improvvisi senza spezzarsi, in psicologia è la capacità di affrontare eventi dolorosi e di uscirne rinforzati e addirittura trasformati positivamente”. Per il momento ho perso cinque chili… un’altra “storia” così 🙁 e raggiungo la forma perfetta 🙂 !

Anna

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1 Comment
  1. Rispondi

    albertina e andrea

    10/10/2015

    ciao,
    da quanto scrivi ti è successo qualcosa; spero non si tratti di salute. Come sempre tutti gli altri problemi sono risolvibili anche se spesso con qualche ammaccatura.
    Alla prima serata non abbiamo potuto assistere, ma certamente cercheremo di esserci nelle prossime.
    Tanti auguri per il tuo futuro che deve essere sempre bello visto come sai affrontare la vita.
    A presto
    albertina e andrea

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ANNA MASPERO
Como, IT

A come Avventura, B come Bolivia , C come Colombia, M come Mondo… ma anche C come Casa e Cascina Chigollo… Potrebbe essere il titolo del racconto della mia vita di partenze e ritorni. Da mio nonno, soprannominato “Mericàn”, emigrato in Perù e poi ritornato fra le colline della sua Brianza, ho ereditato lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra. Perché di queste due cose sono fatta, un po’ nomade e un po’ stanziale. Andare e ritornare, proprio come le rondini che ancora nidificano sotto i tetti della fattoria del nonno dove vivo…. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini“, scriveva Paul Morand. Il viaggio è stato per me il primo amore. A quarant’anni ho dato le dimissioni dall’Istituto Sperimentale Linguistico dove insegnavo inglese, preferendo la vita a colori del mondo che è fuori, inseguendo nuove partenze e nuovi ritorni, ma sempre con la passione e la curiosità della prima volta.


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